Artigianato: straniero il 10,2% delle imprese
Nel 2014 in Italia gli occupati stranieri erano il 10,4% del totale. In sei regioni - osserva la Confartigianato dell’Emilia-Romagna - c’è una incidenza superiore ai dieci punti percentuali: il...
Nel 2014 in Italia gli occupati stranieri erano il 10,4% del totale. In sei regioni - osserva la Confartigianato dell’Emilia-Romagna - c’è una incidenza superiore ai dieci punti percentuali: il territorio con la maggiore incidenza di imprenditoria straniera è la Toscana con il 13,0%, seguita dal Lazio con il 12,3%, dalla Liguria (12,2), dal Friuli Venezia Giulia (11%), la Lombardia (10,9), quinta l'Emilia Romagna con il 10,5%. In 34 province la quota di imprese a conduzione straniera risulta in doppia cifra; le incidenze più alte a Prato (27,4%), seguita da Firenze (15,5%) e Trieste (15,4%). Considerando i dati relativi alle imprese artigiane registrate presso le Camere di Commercio, nel 2014 sono 176.715 imprese artigiane a conduzione straniera e rappresentano il 12,8% dell'artigianato nazionale.
Nel primo settore - i Lavori di costruzione specializzati - si concentra oltre la metà (52,0%) delle imprese artigiane a conduzione straniera presenti in Italia. In Emilia Romagna le imprese a conduzione straniera sono 43.325, pari al 10,9% del totale. Reggio Emilia ne conta 7.028 (14,1%), Rimini 3.759, (10,9), Ravenna 3.859 (10,7), Bologna 9.130 (10,6), Parma 4.320 (10,4), Piacenza 2.831, (10,4), Modena 6.736, pari al 10,1%, Forlì-Cesena 3.159 (8,2), Ferrara 2.503 (7,6). «La presenza di artigiani e piccoli imprenditori stranieri è una realtà che si va sempre più consolidando - spiega Marco Granelli, presidente di Confartigianato regionale - e che contribuisce alla fornitura di servizi alla collettività. Come e più delle imprese a conduzione italiana, hanno bisogno di sostegno e credito, soprattutto per evitare che diventino subappaltatori con unica committenza».
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