Nube chimica di Savignano, sei operai intossicati lievi
È accaduto ieri durante la pulizia dei filtri per il vino. Aperta un’inchiesta: si sospetta la consegna sbagliata di una tanica
SAVIGNANO. Sei persone lievemente intossicate in seguito ad una reazione chimica, subito dopo il mescolamento di due sostanze abitualmente utilizzate per il lavaggio dei filtri nello stabilimento Caviro di Savignano.
Una vicenda per certi aspetti ancora inspiegabile, quella che si è consumata ieri in via Claudia, alla estrema periferia di Savignano, confine con Bazzano. Inspiegabile, poichè - come ha voluto chiarire lo stesso direttore dello stabilimento Giampaolo Bassetti - si tratta di una operazione di routine.
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«Stiamo pensando - ha detto Bassetti - che ci possa essere stato un errore di etichettatura da parte del fornitore. Noi abbiamo già accertato che le manovre eseguite dal cantiniere sono state eseguite correttamente e che sulle taniche che ha impiegato ci fossero le giuste etichette. Abbiamo comunque già disposto una inchiesta interna, e ci siamo subito messi a disposizione dell’Ausl per gli accertamenti di sua competenza».
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L’incidente si è verificato attorno alle 10, all’interno dello stabilimento della società cooperativa con sede a Faenza conosciuta in tutta Italia e che in Emilia Romagna ha anche un sito produttivo a Forlì. A Savignano lavorano complessivamente 45 persone, che producono i vini frizzanti del gruppo, prevalentemente Lambrusco e il Tavernello di cui spesso si vedono le pubblicità sui network nazionali. Come ogni inizio settimana, il dipendente di turno ieri doveva procedere al lavaggio dei filtri, utilizzati per la pulizia del vino dalle scorie solide della produzione.
«L’operazione - spiega il direttore - consiste mantenere i serbatoi del filtro alimentati con due sostanze, che vengono poi dosate dalla macchina stessa, quindi non si vanno a mescolare due sostanze incompatibili. La reazione è avvenuta caricando in uno dei serbatoi di pertinenza una sostanza a carattere acido, ovviamente al fine di pulire in modo sanitariamente sicuro i macchinari. Non appena il cantiniere ha effettuato l’operazione, si è sprigionata la reazione».
Una specie di nube e così personale a quel punto è stato fatto uscire. «Abbiamo attivato la procedura di emergenza - prosegue Bassetti - allertando immediatamente il 118».
In via Claudia sono così arrivate le ambulanze e i carabinieri della stazione di Savignano. Uno dei dipendenti, un 57enne residente a Bazzano, ha accusato nausea e senso di stranezza. A scopo precauzionale, è stato trasportato in ospedale anche un 63enne residente a Vignola sofferente di asma. Altri due dipendenti, un 26enne e un 58enne, hanno accusato bruciori alla gola e fastidi, e sono stati anche loro accompagnati in ospedale a Vignola, per un controllo.
Infine altri due dipendenti sono stati visitati sul posto. Nel pomeriggio erano già tutti dimessi, e domani i 4 che sono andati in ospedale rientreranno al lavoro La produzione è stata momentaneamente sospesa, mentre sono iniziati gli accertamenti delle forze dell’ordine. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area dello stabilimento interessata. L’Ausl ha inviato i suoi esperti, mentre non è stata coinvolta Arpa, in quando non ci sono stati sversamenti. I pompieri in particolare hanno anche provveduto a portare all’esterno le taniche da dieci chili del prodotto utilizzato, per consentire all’Ausl e ai tecnici dell’azienda di effettuare i campionamenti destinati al laboratorio e verificare se si sia trattato di una errata fornitura. I dipendenti sono rimasti in attesa, chiedendo solo che venisse garantita la consueta massima sicurezza nell’ambiente di lavoro. Cosa che alle 15 è avvenuta, con il via libera dei vigili del fuoco alla ripresa della produzione.
Alberto Setti
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