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Suor Camilla, super tifosa: «La Ferrari nel mio cuore»

di Alfonso Scibona
Suor Camilla, super tifosa: «La Ferrari nel mio cuore»

A 94 anni è tifosissima del Sassuolo e del Cavallino che non perde mai in tv «Prego per il campione Schumacher dopo il grave incidente sulla neve»

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Lo sport, quello sano, è la sua passione da sempre, da quando diversi decenni orsono, aveva iniziato ad insegnare, prima a Modena e poi a Sassuolo, dove oggi vive. Uno sport che anche a 94 anni, quelli che ha raggiunto in buona salute, suor Camilla Lelli, dell'istituto San Giuseppe, è seguito in televisione con tanta passione, insieme a suor Alba. Origini modenesi, dove è nata 94 anni fa, suor Camilla è all'istituto San Giuseppe da oltre 35 anni, dove ha insegnato per decenni alle elementari. La sua è una passione divisa in tre grandi aree: la Formula 1, il Modena calcio, la Nazionale di calcio. «La Ferrari è una grande passione – dice, con un sorriso che gli fa risplendere il volto – e da sempre sono stata appassionata di motori. Mi ricordo quando il parroco di Maranello suonava addirittura le campane ad ogni vittoria di gran premio. Il mio idolo nel tempo è diventato Schumacher, anche se oggi, purtroppo, è in una condizione critica dopo quella caduta che lo ha reso invalido a letto». In seconda battuta il Modena, retaggio della suo gioventù. «Sono sempre stata tifosa anche di calcio – afferma – e mi ricordo tanti grandi giocatori, ma mi resta in mente Luca Toni, che tra l'altro è parente di una consorella, suor Bernardina Vandelli. Il Modena negli ultimi tempi non va benissimo, superato dal Sassuolo prima e dal Carpi nell'ultimo campionato, con queste due squadra oggi in serie A». Anche per la Nazionale suor Camilla ha una preferenza e guarda quasi tutte le partite degli azzurri. «La Nazionale ci rappresenta tutti – dice – e credo che tutti dobbiamo tifare col cuore. Il mio giocatore preferito ? Buffon». Ma dopo 35 anni a Sassuolo non si è ancora innamorata dei neroverdi? «Non è esatto – corregge – perchè seguo anche questa squadra con simpatia. Mi piacciono Berardi, Sansone e Zaza: il Sassuolo mi è entrato nel cuore e lo seguo davvero con tanto affetto». Quando le diciamo che Zaza non ci gioca più si dispiace. «Il calcio – dice – è anche questo vendere e comprare. Il peggio è però rappresentato dal marcio che c'è con le scommesse e con le partite truccate».

Ed i ricordi di gioventù? «Mi ricordo la vittoria dei mondiali del 1982 – aggiunge – C'è stata una grande festa che ci ha trascinati. A proposito di passato mi ricordo che a Sassuolo abbiamo avuto come allievo anche Giandomenico Costi, poi diventato giocatore del Milan. Ricordo anche con piacere la tante gare di calcio e pallavolo coi maestri Fatuzzo e Montipò».

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