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«Un comitato di salute pubblica per Finale»

«Un comitato di salute pubblica per Finale»

Proposta di Poletti alla serata delle minoranze sulla legalità, per preparare la lista unitaria alternativa

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FINALE. Un “comitato di salute pubblica” che accomuni le opposizioni e i cittadini di buona volontà per salvare Finale, offrendole una alternativa civica alla situazione nella quale il Comune si è cacciato, tra gestione del terremoto ed inchiesta Aemilia.

È un po’ questa la filosofia conclusiva, almeno la provocazione, che l’ex candidato sindaco Maurizio Poletti ha lanciato a conclusione della “controserata” organizzata ai giardini pubblici, dopo quella promossa dall’amministrazione, per difendere l’operato del sindaco e limitare le - presunte - responsabilità di questi mesi al capo ufficio tecnico lavori pubblici finito ai domiciliari.

E le opposizioni hanno investito i quasi 250 partecipanti - più o meno lo stesso numero di quelli che avevano ascoltato senza contestazioni alle parole del sindaco Ferioli e della maggioranza - con una mole impressionante di dati, informazioni, rivelazioni: dall’inchiesta Aemilia all’invio della Commissione di garanzia a Finale, le cui funzioni - è stato spiegato - non sono affatto una ripetizione delle indagini condotte dalla Dda. Poi si è parlato della ricostruzione e della situazione del centro storico, delle situazioni delicate sul piano ambientale ai casi discarica, Ecoblok... alle proposte di sviluppo per il territorio.

Uno “tsunami” informativo - così l’ha definito qualcuno - cui hanno assistito in disparte anche qualche assessore e consigliere di maggioranza, ma che soprattutto mirava a fornire elementi di riflessione ai partecipanti. C’è stato spazio anche per qualche applauso, specie alla proposta conclusiva di Poletti, che da qualche giorno anima il dibattito locale, visto che fra dieci mesi Finale torna a votare.

La serata era stata paritariamente organizzata da centrodestra finalese, Rifondazione comunista, Cinque stelle, Lega Nord e lista civica Lo Scariolante. Mondi politicamente lontani, ma Gianluca Borgatti, Stefano Lugli, Carlo Valmori, Lorenzo Biagi, Maurizio Boetti e Maurizio Poletti, appoggiati dal parlamentare 5S Vittorio Ferraresi, si sono mostrati compatti nel contestare le scelte dell’amministrazione e decisi a voler offrire ai finalesi una alternativa in questa situazione di emergenza.

Anche perchè il consigliere di centrodestra Gianluca Borgatti, che faceva da moderatore, sul suo profilo social ha voluto chiarire che il rischio di queste serate è di concludersi in “un congresso di suocere brontolone”, mentre servirà costruire una proposta compata e credibile.

«Non abbiamo ancora fatto calcoli elettorali, ma questo comitato è nato per mettere in evidenza le problematiche che da molto tempo coinvolgono Finale», precisa Stefano Lugli di Rifondazione. (mp)

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