Gazzetta di Modena

Modena

Arte Migrante, una casa senza “muri”

di Laura Solieri
Arte Migrante, una casa senza “muri”

Qui si incontrano giovani stranieri di diverse nazionalità: musica, canti e balli contro l’emarginazione e per fare amicizia

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Ogni lunedì sera, da qualche mese a questa parte, la sede del Centro Servizi Volontariato - che mette a disposizione spazi alle realtà associative che ne fanno richiesta per riunioni, assemblee e momenti di ritrovo - è teatro di incontro e confronto tra giovani di nazionalità diverse che si ritrovano per passare qualche ora insieme chiacchierando, cantando, ballando, suonando e mangiando qualcosa.

«L'idea prende ispirazione dal gruppo di Bologna, dove il progetto "Arte Migrante" è attivo da quasi tre anni. Abbiamo pensato che anche la nostra città avesse bisogno di un progetto simile, che ha come scopi l'incontro fra culture, l'inclusione, l'integrazione sociale, la valorizzazione della creatività, per eliminare il razzismo in ogni sua forma. Il mezzo principale su cui si intende basare la condivisione e la comunicazione è l'arte e così abbiamo fondato Arte Migrante Modena» racconta a nome del gruppo Carolina Bondi, 22 anni, studentessa di Medicina.

«Siamo un gruppo di 11 ragazze e ragazzi tra i 20 e i 23 anni. Alcuni di noi avevano già avuto esperienze con le persone senza dimora, grazie alla partecipazione al servizio di unità di strada di Porta Aperta. Durante queste uscite abbiamo cominciato a instaurare una relazione personale con la gente che incontravamo, portando con noi qualche strumento musicale e aiutandoci con la musica a creare un momento di interazione. Ci siamo poi rivolti ad Alberto Caldana, coordinatore dell'unità di strada di Porta Aperta, per avere un consiglio affinché il nostro messaggio potesse arrivare in modo efficace. La sua esperienza e i suoi suggerimenti sono stati per noi preziosi. Per farci conoscere meglio e creare relazioni personali abbiamo organizzato dei gruppi che andassero a diffondere il progetto durante la distribuzione dei pasti a Porta Aperta e abbiamo aperto una pagina facebook».

L'iniziativa nel corso delle settimane ha raccolto sempre più adesioni: «Alla prima serata eravamo in 50, mentre a quella più recente che abbiamo organizzato hanno partecipato più di 90 persone! Tante le nazionalità coinvolte: diversi stati dell'Africa, Afghanistan, Iran, Pakistan, Bangladesh, Perù, Cina e ovviamente l'Italia - raccontano i ragazzi - Ci piace molto la naturalezza con cui nascono nuove relazioni libere da pregiudizi ed è stato bello vedere che alcune persone che in un primo momento nutrivano dubbi sul progetto, li hanno superati e hanno portato la loro storia da condividere. Durante le serate si respira un'atmosfera carica di energia e accoglienza, il nostro amico Karim dice che è un ritrovo dove si riesce a “dimenticare tutto il brutto che c'è fuori”. Crediamo fortemente - concludono i giovani- che la prima cosa che serve alle persone che tendono ad essere emarginate è uno spazio di espressione e, meno banalmente di quanto sembri, la possibilità di avere degli amici. Troppo spesso c'è timore di aprirsi all'altro o perlomeno si tende ad ignorarsi, ad alimentare dannosi pregiudizi ma abbattendo i muri con cui nella quotidianità ci scontriamo, si possono costruire relazioni autentiche. Nel nostro piccolo, cerchiamo di realizzare un'ideale di società che veda la diversità come una ricchezza, che non respinga ma ascolti chi è più in difficoltà». Le serate sono aperte a tutta la cittadinanza. Per informazioni è possibile contattare il gruppo tramite la pagina Facebook “Arte Migrante Modena”.

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