Gazzetta di Modena

Modena

Derubavano i clienti delle Poste

Derubavano i clienti delle Poste

Una gang con impiegati infedeli falsificava i dati e trasferiva soldi. Manette anche a un modenese

2 MINUTI DI LETTURA





Undici persone sono state arrestate per truffa e frode ai danni dei correntisti di Poste Italiane dalla polizia di Stato e dalla polizia postale di Roma in un’operazione chiamata «Prometeo» condotta in diverse province. A Modena è finito in custodia cautelare in carcere un turco di 32 anni, ritenuto una “testa di legno” dell’organizzazione: era un associato addetto a fare da prestanome per la riscossione dei soldi rubati. Altre 11 persone sono indagate a piede libero per vari reati, dalla sostituzione di persona alla truffa.

I provvedimenti restrittivi, tre dei quali agli arresti domiciliari, sono stati emessi dal Gip di Roma Gaspare Sturzo ed eseguiti a Roma, a Napoli e, come detto, a Modena.

È nella capitale il danno economico più consistente: oltre 650mila euro sono stati sottratti ai titolari di conti correnti postali da un’organizzazione criminale scoperta anche grazie alla collaborazione di Poste Italiane, che ha permesso di smascherare alcuni dipendenti infedeli.

I funzionari postali nella gang, accedendo alle banche dati interne sui correntisti, individuavano i conti più appetibili per entità dei depositi, si impossessavano di copie di documenti d’identità degli ignari titolari, di copie degli specimen di firma depositati e dei numeri degli assegni in dotazione ma non ancora utilizzati, per dirottare poi grosse somme con diverse operazioni fraudolente.

Nel corso dell’indagine della Polizia postale di Roma, è sttaa accertata la clonazione e riscossione illecita di assegni postali, buoni postali fruttiferi del vecchio tipo e libretti postali a risparmio.

Per agevolare la truffa, l’organizzazione entrava nel sistema telematico di Poste e sostituiva il numero di telefono lasciato come recapito dal correntista, con un’altra utenza telefonica attivata con documenti falsi.

In questo modo, spiega la dirigente della Postale romana Nunzia Ciardi, «la bada riusciva a spostare quantità di denaro anche ingenti dal conto del cliente ignaro a un altro conto già manipolato con dati falsi».

« I soldi venivano incassati al più presto, anche in giornata, e poi girati su altri conti di prestanome e “teste di legno” che servivano così a disperdere il denaro rubato».

Uno di questi era il turco residente a Modena, ora rinchiuso a Sant’Anna. Un sequestro preventivo di 16.500 euro è stato eseguito durante le indagini e ha permesso di sventare due tentativi di truffa su un conto bancoposta con giacenze superiori al milione di euro. la Postale continua le indagini: non è detto che tutte le truffe siano note.

Carlo Gregori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google