Gazzetta di Modena

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Spilamberto, sotto choc gli amici del motociclista morto

Enrico Vincenzi
Spilamberto, sotto choc gli amici del motociclista morto

Gli amici di Giovanni Sereni, che ha perso la vita nello schianto sull’Estense: «Era prudente in moto, morte inspiegabile»

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SPILAMBERTO. «Veramente un brav'uomo, una persona come ce ne sono poche». Così gli amici e i vicini ricordano Giovanni Sereni, il motociclista 55enne che ha perso la vita martedì pomeriggio sulla Nuova Estense, nello scontro con un'autovettura.

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Gli amici

«So che sembra quasi banale dirlo - dice l'amica Irmi Freund - ma la sua bontà era una caratteristica che ti colpiva. Una persona buona e disponibile. Un'altra sua caratteristica era la meticolosità». La precisione e la cura per le piccole cose erano alcuni dei motivi per cui, insieme ad Irmi, Giovanni ha fatto per lungo tempo il caposcala nel condominio in cui abitava. Viveva da solo, in un appartamento in un palazzo di via Malatesta a Spilamberto.

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Nella vita, Giovanni lavorava a Modena come dipendente di Seta. Era impiegato in officina. «Ci lavorava da anni, era un lavoratore storico dell'azienda - racconta un amico al bar - Ogni mattina andava da Spilamberto a Modena, e lo incontravo quando scendeva al bar. Parlava sempre di quando sarebbe andato in pensione tra pochi anni. E invece, purtroppo, è capitato quest'episodio». «Era un gran lavoratore, sempre disponibile, è una grande perdita» ha detto Giuseppe Rendace, autista di Seta e membro della Faisa Cisal. «Siamo tutti sotto choc, lo ricordiamo con affetto» ha aggiunto.

La passione di Sereni era la moto, raccontano gli amici. «Era orgoglioso della sua nuova creatura, un modello da strada della Yamaha. L'aveva comprata usata». «Ogni tanto partiva - dice un vicino - e si faceva i suoi viaggi, che a volte duravano qualche giorno. “Mi son fatto la prima settimana di ferie, tra poco comincio quell'altra”, mi diceva poco tempo fa».

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Giovanni era una persona attenta e precisa in strada come nella vita, raccontano gli amici, ancora increduli per l'incidente sulla cui dinamica stanno indagando le forze dell'ordine: «Ancora non capisco come sia potuto accadere proprio a Giovanni», dice Irmi.

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