Gazzetta di Modena

Modena

Farmacie, asta deserta niente soldi per il Sigonio

Farmacie, asta deserta niente soldi per il Sigonio

La Fondazione Cassa snobba l’affare. Problemi per gli investimenti comunali Sindaco costretto a rilanciare il bando e forse a mettere sul piatto le azioni Hera

3 MINUTI DI LETTURA





Mancano già 7,5 milioni di euro alla voce investimenti per il comune di Modena. Il 'buco' si è generato dopo l'asta andata deserta ieri sulle azioni delle farmacie comunali. Non è stata infatti presentata nessuna offerta per le azioni della società Farmacie comunali spa messe in vendita dal Comune di Modena nelle scorse settimane. L'asta per il lotto non frazionabile di 2mila186 azioni, pari al 17,488 per cento del capitale sociale, andata infatti deserta. Il prezzo a base d'asta era stato fissato in 7 milioni 552 mila 630 euro e sarebbero state previste solo offerte al rialzo.

La vendita delle azioni era stata prevista dal Comune in sede di Bilancio per finanziare una quota del Piano degli investimenti, in particolare per interventi nel campo dell'istruzione, dell'edilizia scolastica, del progetto smart city e della cultura. Un nuovo bando si farà dopo l'estate, la linea è che al massimo ci sarà qualche ritocco al prezzo. Sta di fatto che, alla luce dell'annuncio all'inizio dell'anno di investimenti fino al 2017 pari a oltre 80 milioni (si diceva 88,5 in realtà), Muzzarelli contava davvero sulla vendita delle farmacie per fare cassa. Il grimaldello ipotizzato era quello della Fondazione cassa di risparmio, di fatto l’unica che avrebbe potuto, nell'impianto del sindaco, farsi carico delle azioni. Invece, pur a quanto pare senza un mandato formale e recente del proprio Cda nella riunioni in cui se ne è parlato, il presidente Andrea Landi non se l'è sentita di imbarcarsi nell'investimento. Pare che Muzzarelli (tra i due è noto non c’è simpatia reciproca) non l'abbia presa bene. I maligni dicono che abbia iniziato a segnare un personalissimo conto alla rovescia sul calendario per segnare i giorni che mancano alla sostituzione (causa fine mandato) dell’attuale presidente... Al di là di simpatie o antipatie personali, quello che resta sono i mancati introiti che mettono a rischio alcuni investimenti. Su tutti i lprogetto di ristrutturazione del SIgonio in via Saragozza.

Leggendo tra le righe della nota diramata ieri dal sindaco Muzzarelli, tuttavia, il contesto si allarga: «probabilmente la situazione di questi giorni della finanza internazionale e la concomitanza della vendita di azioni di altre società sono stati fattori che hanno inciso sull'interesse di potenziali investitori», ha messo nero su bianco il sindaco. Gli addetti ai lavori l'hanno letto come un riferimento al recente impegno nell'aeroporto di Bologna quotato in borsa della Fondazione cassa di Modena tranne la partecipata (Carimonte holding)

Ora in Municipio si dice che c’è ancora tempo, si spera che in autunno il quadro cambi, altrimenti Muzzarelli potrebbe essere costretto a vendere non solo Farmacie ma anche quote di Hera per trovare i soldi necessari a rendere concreti progetti. Altrimenti avrà ragione che continua a sostenere che questo sindaco è bravo a fare annunci. ma stringi stringi non è uomo di sostanza...

Non a caso pronta la poleica Per Me Modena che parla del flop delle farmacie come di una "scommessa persa dal comune, dall'amministrazione, dai cittadini". Così, "per me", dicendo di intravedere ora scenari di svendita, chiede al sindaco di riferire in consiglio comunale.

Infieriscono i consiglieri del gruppo in una nota: "vogliamo ricordare che gli introiti della vendita avrebbero dovuto servire per opere, promesse dal futuro sindaco già in campagna elettorale, come, ad esempio, il Sigonio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google