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«Il Duomo di Modena non si tocca»

di Stefano Luppi
«Il Duomo di Modena non si tocca»

Modena insorge contro l’imbrattamento di un leone, ma il problema di sicurezza è tutto da risolvere

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MODENA. La scritta, stupida e ingiuriosa, che un vandalo ancora ignoto aveva posto nei giorni scorsi sul leone di destra della facciata del Duomo non c'è più. Ieri mattina una restauratrice, allertata dall'ingegner Mario Silvestri immediatamente attivato dalla Diocesi, ha cancellato dalla pietra la frase "Vigili, Comune di m." che, come ha riferito ieri la Gazzetta, qualcuno aveva posto sulla statua di origine romana.

Sfregio con il pennarello. La sciocca "firma" dell'anonimo autore era realizzata con un pennarello che, secondo chi è intervenuto, non ha causato danni al monumento simbolo di Modena e patrimonio dell'umanità Unesco.

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L'esperta. Tiriamo dunque un sospiro di sollievo anche se l'esperta Rossana Gabrielli dell'azienda "Leonardo" che sta restaurando la sala dei Torresani della Ghirlandina invita a non sottovalutare casi di questo genere. «Premetto che non conosco il caso che lei mi racconta - risponde - ma noi di recente abbiamo tolto una scritta dal simbolo di Bologna, la statua del Nettuno, dove un vandalo aveva posto una frase in rosso. Pensavamo di risolvere il problema in mezz'ora, invece ci abbiamo impiegato l'intera mattinata, ma si tratta di problemi che si risolvono anche se l'entità del danno dipende dalle condizioni della pietra, dal tipo di pennarello utilizzato e anche da quanto l'inchiostro è entrato in profondità. Lo dico in generale, non potendo parlare del caso in esame: i prodotti rimotori esistono, si va da vari tipi di gel fino al laser nei casi più gravi»-

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 Ieri il vicario diocesano monsignor Giacomo Morandi si era detto assai preoccupato per il gesto vandalico al Duomo, mentre oggi il sindaco Giancarlo Muzzarelli è, come si legge a lato, furibondo nei riguardi di chi ha apposto quelle parole sulla facciata romanica. Anche se il primo cittadino non ne fa alcun cenno è evidente che proprio la gratuità e la stupidità del gesto aprono - e non è la prima volta - squarci sulla sicurezza di obiettivi considerati "sensibili". Se basta una persona "armata" di pennarello per fare danni cosa avrebbe potuto fare qualcuno più attrezzato anche "solo" di un martello? Del resto già in inverno l’allora questore Oreste Capocasa aveva detto che «Anche a Modena l'attenzione è alta e noi non stiamo certo a guardare».

 

Problema sicurezza. Certo, in quel caso si parlava di sicurezza verso eventuali minacce di ben altro tipo, ma meglio forse sarebbe partire dai fatti minori per imbastire un discorso riguardo alla sicurezza di persone e luoghi delicati. Sempre in attesa di capire se è possibile risalire all'identità dell'ignota mano che probabilmente di notte (ma non è certo) ha apposto indisturbato la scritta. Per fortuna in zona le telecamere di circostanza non mancano, anche se non sono molte: in piazza Duomo sono appena due gli "occhi elettronici".

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Uno è chiamato "dome" ed è di nuova generazione, registra ed è manovrabile a 360 gradi da un operatore di polizia. A guardia della piazzetta appena resa pedonale dal Comune c'è poi una camera fissa, di tipo tradizionale, che dal lato di via Sant'Eufemia controlla dal centro la facciata del Duomo.

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Restando al caso in oggetto va infine ricordato che i folli non esistono solo a Modena visto che negli ultimi quarant'anni sono stati vari i danni apportati a statue e quadri di Michelangelo, Raffaello, Bellini, Mantegna. E al Colosseo in inverno un russo è stato condannato a quattro mesi di reclusione e una ammenda di ventimila euro per avere disegnato una "K" sull'anfiteatro romano.

SINDACO E ASSESSORE INDIGNATI.  Non usa mezzi termini il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli per stigmatizzare l’atto vandalico con cui un ignoto ha sporcato un leone del Duomo, scrivendo a pennarello una frase ingiuriosa. “Si tratta di un gesto tanto stupido quanto ignobile – ha commentato – che offende tutta la città, andando a sporcare uno dei suoi simboli più sentiti. Fortunatamente il danneggiamento non sembra grave, ma l’atto lo è e qualifica il suo autore: incapace dell’intelligenza minima per capire il danno che ha arrecato alla comunità dei modenesi, e le conseguenze a cui potrà andare incontro se sarà individuato”.

MONUMENTO DI GRAN RICHIAMO TURISTICO . Sull’argomento interviene anche Tommaso Rotella, assessore alla Promozione della città e Turismo. “Condanniamo senza riserve un episodio che avviene in un momento molto bello per il cuore storico e spirituale della nostra città – afferma Rotella – con sempre più visitatori da Modena e dall’estero che arrivano e restano incantati dai monumenti del nostro sito Unesco patrimonio dell’Umanità.

Con l’istituzione del biglietto unico, in accordo con la Basilica Metropolitana – aggiunge l’assessore - sono stati ampliati gli orari di apertura anche del Duomo, oltre a quelli della Ghirlandina, con la cattedrale aperta a orario continuato dalle 7 alle 19 sei giorni su sette (chiusa solo lunedì per le pulizie dalle 12.30 alle 15.30). In un paio di mesi abbiamo contato 13.500 presenze nei luoghi in cui si paga un biglietto e sono certamente di più in Duomo, dove l’ingresso è gratuito e non si contano gli accessi. Nella mente di chi ha lasciato una scritta sul Duomo, evidentemente, non c’è posto per l’amore e il rispetto che si deve alla propria comunità, alla sua storia e ai suoi simboli. Avrebbe altrimenti capito che, ferendo un bene di tutti, ha fatto del male anche a se stesso”.

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