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«Tubooza di Vignola, troppo chiasso: faremo causa al Comune»

di Marco Pederzoli
«Tubooza di Vignola, troppo chiasso: faremo causa al Comune»

I residenti: «Qui non si vive più, non ci resta che l’azione giudiziaria Chiederemo anche i danni». Il vicesindaco: «Bisogna aprire un dialogo»

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VIGNOLA. «Ormai siamo giunti all’esasperazione. Non riusciamo più a dormire a causa dei quotidiani schiamazzi notturni che si protraggono fino all’una e mezza o le due nei giorni feriali, per arrivare fino a oltre le 3 del mattino nel weekend. Abbiamo già contattato alcuni legali ed è nostra intenzione denunciare l’amministrazione comunale per avere concesso, già alcuni anni fa, l’apertura del Tubooza». Sono queste le parole, non certo concilianti, con cui uno dei cittadini vignolesi residenti nella cosiddetta piazza Braglia, ha voluto manifestare tutta la sua rabbia per ciò che deve sopportare da tre anni a questa parte, ovvero da quando sotto a casa sua ha aperto un locale – il Tubooza, appunto – molto frequentato da tanti giovani.

«Al momento preferisco rimanere anonimo – ha detto – ma diversi residenti di piazza Braglia come me stanno pensando a un’azione legale comune per chiedere una soluzione definitiva alla questione. Non ce l’abbiamo con il Tubooza in sé e, personalmente, non ce l’ho nemmeno con i gestori, coi quali anzi ho un buon dialogo. Il problema, secondo me, è di chi ha permesso a un locale di aprire in una zona residenziale, dove abitano diverse persone con tutti i loro problemi: c’è chi si deve alzare presto per andare a lavorare, chi ha anziani malati in casa o altro simile. Per questo abbiamo già preso contatti per denunciare l’amministrazione comunale, chiedendo i danni morali e materiali causati da questa situazione. Abbiamo ormai provato tutte le strade: siamo andati a protestare in municipio, abbiamo contattato Arpa che è venuta tre volte. Ma non è servito a nulla. Se poi aggiungiamo – ha proseguito questo cittadino – che in questi giorni siamo in Ramadan, ci sono anche tanti nordafricani che fanno chiasso a tarda sera, e non ci si può fare sostanzialmente nulla. Tra l’altro, stante una situazione del genere, i nostri stessi immobili perdono di valore sul mercato e questo ci danneggia».

Da parte dell’amministrazione, il vicesindaco Simone Pelloni risponde: «Più che fare azioni legali – ha detto – io inviterei questi cittadini a dialogare con l’amministrazione. Noi siamo disponibili. Già due – tre residenti di piazza Braglia sono venuti in comune; conosciamo la situazione e abbiamo un dialogo costante con i gestori del locale. D’altra parte, però, non possiamo neanche impedire a uno di aprire un bar. Abbiamo anche dato alcune prescrizioni non obbligatorie al gestore e c’è un confronto molto frequente. Ci troviamo in una situazione in cui c’è sia il diritto del gestore a tenere aperto, sia il diritto dei residenti al riposo. Ci vuole quindi un po’ di buona volontà da parte di tutti».

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