Hacker diciottenne di Modena nella banda di pirati informatici
Operazione della polizia postale contro una rete specializzata nel rubare dati e manipolare i siti Nel mirino enti, scuole e sindacati. Il giovane è tra le quindici persone perquisite e denunciate
C’è anche un ragazzo modenese appena maggiorenne tra gli hacker di una rete che si era affiliata ad Anonymous scoperta e smantellata dalla polizia postale al termine di una operazione nazionale chiamata “New Generations”. Abita in città con io genitori e la sua casa è stata perquisita: gli è stato sequestrato materiale che ora la postale sta analizzando.
Questa operazione ha permesso di individuare due gruppi criminali responsabili di decine di attacchi ai danni dei sistemi informatici di infrastrutture critiche, siti istituzionali e aziende private del paese.
Quindici i denunciati - un 40enne di Torino considerato un esperto del settore e tutti gli altri ragazzi dai 17 ai 22 anni di Modena, Roma, Monza, Milano, Napoli, Ancona, Torino, Verona, Udine, Brindisi, Teramo e Varese - nel corso delle attività coordinate dalle Procure di Roma, Perugia e di quelle presso il Tribunale per i minori. Tra i reati contestati, concorso nel danneggiamento di sistemi informatici, nell’interruzione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche, accesso abusivo a sistemi informatici e danneggiamento di dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o altro ente pubblico o di pubblica utilità. Nel corso delle perquisizioni, che hanno interessato 10 regioni italiane, compresa la casa del ragazzo di Modena, sono stati sequestrati numerosi personal computer e altri dispositivi utilizzati per portare a compimento gli attacchi.
Determinante il ruolo del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) del servizio polizia postale e delle comunicazioni e del compartimento polizia postale di Perugia, impegnati per mesi in complesse attività investigative finalizzate all’identificazione dei soggetti che si celavano dietro i nomi delle crew “Anonymous Iag” e “Thc Squad”.
I provvedimenti sono stati eseguiti nei confronti di quattordici giovani, alcuni minorenni e un 40enne con diversi precedenti penali. Si è trattato di una vera e propria attività di ricerca nella rete finalizzata al rintraccio di indizi ed elementi che hanno permesso l’effettiva identificazione degli hacker. Il primo filone di indagine, seguito e portato a conclusione dal personale del Cnaipic, riguarda la crew nota come “anonymous iag”, nata presumibilmente nel settembre del 2012 e formata da cinque sedicenti “hacktivisti” . Tra i siti attaccati figurano il portale della stessa polizia postale, i siti delle Camere del lavoro in Lombardia, della Uil e della Fiom, i siti esercito.difesa.it, dps.tesoro.it, urp.cnr.it e quello dell’Agenzia del territorio. Il fondatore, e figura apicale della crew, che celava la propria identità sotto i nickname “anondb” e “aj3dx”, è un 40enne della provincia di Torino con precedenti, risultato vicino a famiglie camorriste. Il secondo filone d’indagine, condotto dalla polizia postale di Perugia, riguarda la crew “Thc squad”.
I giovani individuati, tra cui emergono anche minorenni, risultano aver agito secondo uno schema ben preciso: dopo aver attentamente individuato gli obiettivi ed attaccato i siti acquisendo le credenziali di accesso, si introducevano abusivamente all’interno dei web server e dei database, copiando i dati personali degli utenti e modificando il contenuto delle pagine web, in modo da ostacolarne la normale e corretta successiva consultazione. Gli attacchi rivendicati sono oltre 150. I siti più colpiti: scuole, università e enti di ricerca, Governo, Regioni, Comuni, associazioni di forze di polizia ed imprese private.
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