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«Modena? Una pattumiera Prendono in giro la gente»

«Modena? Una pattumiera Prendono in giro la gente»

Il comitato Salute Ambiente dopo l’annuncio dell’arrivo del pattume dalla Liguria «Hanno bisogno di rifiuti da bruciare, d’ora in avanti sarà tutta un’emergenza»

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MODENA «L’importante qui è la faccia di bronzo, il resto sono tutti scrupoli di noi gente comune che ancora si illude. La “furbata” di Bonaccini e compagni è fin troppo scontata: prima si annuncia che non si bruceranno rifiuti da fuori zona se non in caso di emergenza, poi a ogni situazione e condizione si mette la targhetta dell’emergenza. Il gioco è fatto. Qualcuno ancora si stupisce?». Silvano Guerzoni guida da anni il Comitato Modena Salute Ambiente, ha combattuto tante battaglie, «qualcuna la abbiamo anche vinta, ma sono sempre state vittorie di Pirro: chi fa il business e chi al business è chiamato a spianare la strada, alla fine, riesce sempre a farsi beffe dei cittadini». La sua è, come lui stesso la definisce, «un’analisi amara, la constatazione di fatti che non fanno altro che confermare come i politici vadano per la loro strada e abbiano i loro obiettivi, che evidentemente non collimano con quelli della gente, che pensa alla propria salute e al futuro dei propri figli». L’ennesimo episodio che ha fatto sbottare Guerzoni è la notizia che dalla Liguria arriveranno in Emilia Romagna 60mila tonnellate di rifiuti da bruciare, si attende di sapere quanti saranno quelli che approderanno all’inceneritore di via Cavazza a Modena. Dal Comune si apprende che la Regione non ha ancora inviato nessuna comunicazione, pare nemmeno informale.

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LA POLEMICA «Se quella della Liguria vi sembra un’emergenza... semplicemente non possono più andare a smaltire in Piemonte per questioni oggettive e quindi li portano qui - prosegue Guerzoni - è una normale amministrazione trasformata in emergenza perché questa è la parolina magica per far passare tutto. Fatta la legge, trovato l’inganno; più vero di così non si può, dato che proprio qualche giorno fa Bonaccini ha presentato la nuova legge regionale sui rifiuti».

«Una legge peraltro che non sarebbe nemmeno quanto di peggio si poteva immaginare - prosegue Sandra Poppi, ambientalista storica ed ex consigliere comunale - infatti, se ne sono accorte subito anche le multiutility che, a quanto pare, starebbero facendo pressione su chi di dovere per introdurre le modifiche necessarie a far funzionare il business».

Nervi scoperti e sensibilità altissima, dunque, tra i comitati e gli ambientalisti modenesi che non fanno mistero della loro mancanza di fiducia nei politici e negli amministratori.

«In via Cavazza sono arrivati ad ottenere un mostro dal ventre enorme che ha bisogno di bruciare centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti per rendere e permettere di ammortizzare gli investimenti - aggiunge Guerzoni - Siccome i modenesi differenziano sempre di più, i rifiuti devono arrivare da fuori, ma per farli arrivare riducendo al minimo attriti e contrasti, occorre qualcuno che ci metta la faccia e organizzi una efficace operazione di greenwashing. Dopo, tutto passa comunque, basta continuare a negare l’evidenza e a sorridere sicuri di sé. E che non si dimentichi una cosa importante: quando a fine anno Hera fa i conti, il 50% va ai Comuni, ma il resto va ad azionisti privati che guadagnano se noi respiriamo i fumi della combustione». Poi arriva la provocazione, di quelle dettate dall’amarezza: «Io, come tanti altri del resto, non differenzio più, ho fatto una scelta. Non mi va di essere preso in giro. Altrove, più si differenziano i rifiuti, meno si inquina; Modena è l’unico posto dove più si differenzia, più veniamo inquinati. Insomma...cornuti e mazziati».

Claudia Benatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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