Tar: Koinè può aprire la fattoria didattica
Si è chiusa davanti al Tar la querelle decennale che ha visto contrapposti il Comune di Guiglia e Silvio Panini, titolare della ditta Koinè di Roccamalatina, specializzata nella produzione teatrale....
Si è chiusa davanti al Tar la querelle decennale che ha visto contrapposti il Comune di Guiglia e Silvio Panini, titolare della ditta Koinè di Roccamalatina, specializzata nella produzione teatrale. Oggetto del contendere, la ristrutturazione di una stalla con annesso fienile e fabbricato in località Cà di Bassinelli (nella foto), col progetto di dare vita a una grande fattoria didattica. Il sogno di Panini ha unito passione per teatro e agricoltura creando spettacoli “bucolici”. Di qui dall'aprile 2003, dietro regolare permesso, i lavori di ristrutturazione dell'antica struttura, finché nel novembre 2005 il Comune non negò l'agibilità. Ne nacque un primo ricorso al Tar vinto da Panini il 12 luglio 2007, ma il Comune rilanciò subito con l'annullamento in autotutela delle due Dia (Dichiarazioni di inizio attività) da cui era partito l'intervento. Di qui il secondo ricorso al Tar di cui si sono tirate le fila ora con sentenza depositata il 6 luglio al termine di un lungo periodo di congelamento della situazione e di blocco delle visite scolastiche alla fattoria didattica, nonostante le molte richieste di elementari e medie di Guiglia. Ma ora i giudici hanno annullato gli atti del Comune sostenendo che non c'erano i presupposti per agire in autotutela. Il nocciolo è questo: per il Comune Panini non era titolato ad aprire una fattoria didattica perché non è un imprenditore agricolo che trae il suo reddito dalla professione ma solo un coltivatore diretto, questo non gli avrebbe consentito neanche di avere contributi sul progetto. Posizione bocciata dal Tar, secondo cui un coltivatore diretto è da ritenersi imprenditore agricolo ai sensi degli articoli 2135 e 2083 del codice civile e in ogni caso è la Provincia che assegna la qualifica. Peraltro la ristrutturazione non risulta in contrasto con le norme urbanistiche. Di qui la condanna anche al pagamento di 2mila euro di spese legali del ricorrente. «Non ho dormito per la gioia quando ho visto la sentenza», commenta Panini. «Ora avrò l'agibilità e potrò portare le scuole alla fattoria. Ma se non riceverò pubbliche scuse dal sindaco Amici, la querelerò per avermi dato del ladro in pubblico, visto che il tribunale ha confermato la liceità della mia posizione di coltivatore e dei contributi sul progetto. In caso di vittoria userò i soldi per ospitare gratis i bambini». (d.m.)
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