Una mostra sulla Sla ispirata a Rossella Fusco
«I nostri occhi sono una finestra sul mondo. Se però intorno alla nostra retina si formasse una stanza in muratura, dalla quale non è più possibile uscire, e, ancora più all’esterno, un altro strato...
«I nostri occhi sono una finestra sul mondo. Se però intorno alla nostra retina si formasse una stanza in muratura, dalla quale non è più possibile uscire, e, ancora più all’esterno, un altro strato che avvolge tutto – chiamato Sla - allora il mondo esterno sarebbe per noi precluso». Sono le parole di Rossella Fusco, una delle prime persone in provincia di Modena ad aver contratto la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), disturbo neuro-degenerativo che porta alla progressiva perdita dei neuroni deputati al movimento. La giovane donna morì dopo 10 anni di convivenza con la malattia.
Il suo ricordo e la sua esperienza, racchiusi nel libro “La finestra sul mondo”, pubblicato recentemente, hanno dato il via alla mostra dall’omonimo titolo visitabile fino al 6 settembre nell’ospedale di Sassuolo, in cui sono esposti una selezione di 21 poesie e altrettante illustrazioni realizzate da artisti famosi, ma anche da ragazzi delle scuole elementari e degli istituti d’arte, ispirati dalle parole della Fusco.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione dei volontari Aisla e dell’insegnante Tina De Falco ed è stata promossa da VolontariArte, con l’obiettivo di sostenere la sezione locale dell’associazione Italiana Sla, che da molti anni si occupa della tutela, assistenza e cura dei malati e del sostegno alle loro famiglie.
Alla realizzazione dell’esposizione ha collaborato anche il famoso writer Daniele Nicolosi, in arte Bros, realizzando 50 serigrafie firmate e una tela da mettere in vendita, oltre ad un murale dato in dono all’ospedale di Sassuolo, mostrato per la prima volta durante l’inaugurazione della mostra. L'artista ha anche curato l’illustrazione principale dell’iniziativa. Il direttore generale della struttura sanitaria, Bruno Zanaroli, presente ieri all’inaugurazione, ha espresso profondo apprezzamento per l’evento che va verso una sensibilizzazione più consapevole di una malattia ancora molto sconosciuta.
Veronica Festi
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