«Giustizia, uffici inaccessibili»
Penalisti in rivolta: le disfunzioni in Procura e Tribunale impediscono la difesa
Avvocati penalisti in assemblea e nuova lettera pubblica di protesta delle Camere Penali di Modena per denunciare il grave stato di disfunzione degli uffici giudiziari modenesi - sia del Tribunale che della Procura - per quanto riguarda i contatti e il disbrigo di pratiche di cancelleria. Tutto questo, sottolineano, a grave discapito del diritto di difesa.
In Procura, ad esempio , si legge nel testo diffuso dai penalisti, è sempre più difficile l’accesso alla segreteria deposito atti: servono o tempi lunghissimi e attese in spazi angusti. Molto complicato e con attese lunghe l’accesso anche al Registro delle notizie di reato che è alla base dell’acquisizione di informazioni che permettono la difesa del proprio assistito.
La mancanza di personale adeguatamente formato, i sistemi informatici adottati e il difficile accesso secondo gli avvocati producono effetti pregiudizievoli sulla fase investigativa sia preliminare che processuale: tutti questi problemi rendono difficile al difensore l’accesso al fascicolo per impostare in tempi e modi adeguati a una buona difesa.
A poco sono serviti gli incontri con le autorità del Tribunale e della Procura: i problemi restano e anzi si stanno acuendo. Nel loro documento, i penalisti modenesi riconoscono le buone intenzioni e le pratiche virtuose adottate ma a fronte di ciò i risultati dimostrano che non si tratta solo di problemi che possono essere risolti localmente. Stessa cosa per l’autotassazione quotidiana degli avvocati per pagare le fotocopiatrici e carta. Giudicano poi «intollerabile» l’adozione di ordini di servizio, per garantire l’apertura degli uffici e il funzionamento minimo dei servizi, «finiscono in realtà per disapplicare tassative prescrizioni del Codice di procedura penale» approdando alla lesione delle garanzie minime del diritto di difesa.
Carlo Gregori
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