Gazzetta di Modena

Modena

Pattume dalla Liguria La Regione frena travolta dalle critiche

Pattume dalla Liguria La Regione frena travolta dalle critiche

L’assessore Paola Gazzolo: «Decisione non ancora presa» Parma si oppone, gli amministratori modenesi stanno zitti

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA - Tanto tuonò... che l’assessore regionale Paola Gazzolo ha fatto un passettino indietro. O meglio: ha messo le mani avanti.

La notizia secondo cui sarebbero in arrivo 60mila tonnellate di rifiuti dalla Liguria da bruciare negli inceneritori dell’Emilia Romagna ha fatto andare su tutte le furie l’amministrazione del Comune di Parma che ha posto il veto e smascherato la finta emergenza. In Regione evidentemente è arrivata l’eco della sfuriata e l’assessore Gazzolo ha formalmente dichiarato ieri: «Non abbiamo preso ancora nessuna decisione e la prenderemo solo quando sapremo l'entità della richiesta: ad oggi non abbiamo ancora la certezza nè di quanto nè per quanto tempo». In realtà, la quantità da smaltire è pari a 60.000 tonnellate per 70 giorni, i numeri sono già arrivati all’attenzione degli uffici tecnici della Regione Emilia Romagna che pare abbiano già effettuato verifiche di fattibilità. Sessantamila tonnellate di rifiuti gli inceneritori emiliano romagnoli se li possono “bruciare a colazione” dato che la maggior parte degli impianti è talmente sovradimensionata rispetto alle esigenze del territorio da avere una cronica “fame” di rifiuti da fuori. Fame che potrebbe benissimo essere chiamata, per esempio, “solidarietà”, termine un pochino più digeribile nelle sue implicazioni. «È chiaro che siamo tendenzialmente una regione solidale, ci mancherebbe altro - ha infatti affermato la Gazzolo - sappiamo bene che i problemi della Liguria sono derivati anche dall'alluvione».

Guardando però ai dati e ai fatti, tutto lascia concludere che i problemi della Liguria non abbiano nulla a che con una situazione di emergenza. «Quella della Liguria non è un'emergenza ma un deficit infrastrutturale - spiega l’assessore all’ambiente di Parma, Gabriele Folli - è dal 2005 che sono a quei livelli, farebbero bene a mettere mano ai propri piani e porsi obiettivi più sfidanti in termini di raccolta differenziata. Ora sono al 33%, una percentuale che grida vendetta».

Se da Parma gli amministratori si sono fatti sentire palesando, ad alta voce, la loro contrarietà e annunciando che si opporranno a «questo disegno perverso», non altrettanto solerti si sono mostrati gli amministratori modenesi. E a Modena, lo sappiamo e lo sanno, c’è un inceneritore di dimensioni enormi che aspetta solo di poter bruciare pattume, visto che i modenesi non ne producono abbastanza per soddisfare la potenza dell’impianto. A Modena nessun amministratore ha aperto bocca, men che meno qualcuno ha osato opporsi all’accordo in fieri tra il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e quello della Regione Liguria. Tutto tace e... chi tace acconsente, secondo il proverbio. Qui a fare la voce grossa finora sono stati “solo” i comitati di cittadini e c’è da pensare che non basti per parare il colpaccio che potrebbe portare a casa Bonaccini. E se, dopo la “benedizione” dello Sblocca Italia che ha liberato le mani alle multiutility, si parte con la Liguria, potrà essere molto difficile fermarsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google