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Seta nel caos: ora siamo al tutti contro tutti

Seta nel caos: ora siamo al tutti contro tutti

Sindacati pronti allo sciopero contro l’azienda, l’assessore Giacobazzi spara sui maldipancia reggiani

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MODENA - Seta: siamo al tutti contro tutti. Modena chiede a Reggio di Mettersi in regola con costi e impegno del personale, Reggio non gradisce e rispedisce la accuse al mittente. In mezzo il personale che parla di un’azienda allo sbando e annuncia lo sciopero. Dire che la situazione è tesa è dir poco.. Ma andiamo con ordine e partiamo dal personale. Mercoledì si è verificata la rottura al tavolo delle trattativa in prefettura a Bologna. Sul tavolo tutti i nodi più urgenti: stato di finanziamento regionale e degli enti locali per quest'anno e prospettive, bilancio 2014 e aggiornamento del piano industriale, assunzioni e stabilizzazione dei contratti, sicurezza e manutenzione dei mezzi, premio di risultato 2014.

Durante il confronto, il viceprefetto ha proposto un confronto mirato sui singoli argomenti da svolgersi in tempi rapidi: la proposta è stata accettata dai sindacati ma «respinta» dall'amministratore delegato-presidente di Seta Pietro Odorici. Così, i sindacati annunciano un doppio fronte: da una parte una serie di assemblee nei depositi territoriali, «in preparazione dell'azione di sciopero», per «informare gli autoferrotranvieri sulla gravità dello stato in cui versa l'azienda».

Dall'altra parte, si tenterà da parte di confederali e autonomi «un coinvolgimento della proprietà della società e delle istituzioni a tutti i livelli».

Sin qui i lavoratori. Intanto tra i municipi volano gli schiaffi. «Modena è entrata in Seta con i conti in ordine ed è ora che anche i partner pubblici degli altri territori facciano gli sforzi necessari affinchè gli impegni siano ripartiti equamente. E comincino a sentirsi tutti pienamente e responsabilmente parte di Seta», unita sulla carta dal primo gennaio 2012. Parole dell’assessore comunale alla mobilità Gabriele Giacobazzi, che risponde alle uscite recenti dell'assessore alla mobilità di Reggio Mirko Tutino e dell'ex assessore ora deputato Paolo Gandolfi. «Ricordo che Modena- corregge Giacobazzi- a differenza di quanto riportato da Gandolfi, arrivò alla fusione in Seta con l'azienda Atcm in attivo per 76mila euro e conferendo liquidità per 8,582 milioni, mentre Atc di Reggio entrò in perdita per 1,261 milioni e a livello di liquidità era 'sotto' di 300mila euro». Se la bozza di accordo programmatico proposta dai modenesi che ha sollecitato ad unificare tariffe e contratti di lavoro tra i vari bacini, risulta «singolare- continua Giacobazzi- la reazione dell'assessore Tutino alla richiesta di trasparenza e di equità tra gli impegni dei territori». E sul "presunto" trattamento svantaggioso per Reggio Emilia, l'assessore modenese rimprovera a Tutino di usare «un argomento assai curioso e cioè i chilometri all'anno che gli autisti modenesi percorrerebbero in meno rispetto ai colleghi di Reggio, deducendo da ciò un costo maggiore per la gestione nel bacino modenese». In realtà, dal momento che l'orario di lavoro è sempre quello, «anzi i dipendenti di Reggio lavorano alcune ore la settimana in meno rispetto ai modenesi», se ne ricava «solo che nel reggiano incide maggiormente il trasporto extraurbano, che ovviamente ha una media di tempo per chilometro più bassa di quella dell'urbano diffuso a Modena, Carpi e Sassuolo", mette in fila le contestazioni Giacobazzi. Ma il vero problema, tirano le somme i modenesi, è un altro: «Reggio non sembra considerare Seta la propria azienda di trasporto pubblico locale». E, conclude Giacobazzi, «questo 'maldipancia' viene fuori periodicamente dalle espressioni, come quelle riportate dalla stampa di ieri, relative alla possibilità di uscita degli enti territoriali reggiani da Seta». Continua a pesare anche un certo pasticcio societario: «Modena ha conferito l'intera attività di tpl all'azienda sovraprovinciale, mentre Reggio- sbotta l'assessore modenese- ha mantenuto una azienda, Til, cui, tra l'altro, è stata subaffidata una parte rilevante del servizio dalla stessa seta, creando una situazione poco trasparente e potenzialmente conflittuale».

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