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Sitta: «Per Open.co unione con Ferrara»

di Serena Arbizzi
Sitta: «Per Open.co unione con Ferrara»

Il presidente della coop: «Mercato in crisi ma c’è il progetto con la Lavoranti Legno». Ieri sciopero

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Quasi tutti i lavoratori dell’Open.co di Castelvetro ieri mattina hanno aderito alle sciopero di 4 ore con presidio davanti ai cancelli aziendali, durante il quale è stata occupata la strada davanti alla cooperativa. La mobilitazione è stata proclamata da Fillea Cgil e dalla Rsu, a seguito della mancata prospettiva sulla continuità produttiva e occupazionale di Open. co, soggetto nato dalla fusione, un anno fa, della Coop Legno di Castelvetro e della reggiana Cormo. Non è andato in porto, infatti, il processo di riorganizzazione che si era tentato di mettere in piedi coinvolgendo Open.co e la ferrarese Lavoranti Legno: realtà che, complessivamente occupano oltre 500 addetti (più di 160 alla Coop Legno, 230 alla Cormo e i rimanenti a Ferrara). «A fronte della presentazione del concordato, manca ancora un piano di salvataggio - denuncia Marcello Beccati di Cgil Fillea - da parte della stessa impresa e di Legacoop provinciale e regionale».

Durante lo sciopero due delegazioni di lavoratori sono state ricevute dai sindaci di Spilamberto, dove risiedono molti lavoratori di Open.co, e di Castelvetro. «Abbiamo ribadito la richiesta di convocazione di un tavolo regionale di crisi che possa affrontare la crisi utilizzando anche gli strumenti previsti dal protocollo sottoscritto presso la Regione. Intanto, il caso è arrivato in parlamento tramite Maria Edera Spadoni del M5S - afferma Adelmo Zanni, impiegato tecnico alla sede di Castelvetro e Rsu – I sindaci si sono impegnati a sollecitare l’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi per la convocazione del tavolo di crisi».

Sottolinea la grave situazione anche l’ex assessore Daniele Sitta, presidente e direttore di Open.co. «Siamo fornitori di imprese edili e la situazione che abbiamo intorno è disastrosa: le aziende del comparto si sono sgretolate, come la Coop San Possidonio – evidenzia Sitta – nel settore il lavoro si è ridotto del 70%, mentre le concessioni per costruire le abitazioni sono calate del 90%. Abbiamo subito forti contraccolpi in termini di perdite di crediti e riduzione del lavoro. Ora stiamo ritentando di approntare un progetto che unisca Open. co e la Lavoranti Legno di Ferrara con la speranza che vada in porto. Il contesto certamente è molto difficile, ma stiamo lavorando a diverse ipotesi e certamente i lavoratori sono preoccupati. Basti pensare che i colossi del nostro settore, mi riferisco a Edil Legno, Cocif di Longiano, 3 Elle di Imola, prima della crisi avevano un fatturato di 330 milioni di euro, oggi meno di 90. Il settore dell’edilizia è stato ucciso e la responsabilità, al di là della crisi, è della grande quantità di demagogia che è stata fatta su questo comparto. Ormai costruire una casa sembra un fatto criminale. È stato un errore anche ritenere che avremmo potuto risolvere tutto con la ristrutturazione. Si dimentica che, quando parte un’idea di riqualificazione, nel nostro Paese servono almeno vent’anni per realizzarla. Adesso, però, dobbiamo fare tutto il possibile per salvare queste cooperative che danno lavoro a centinaia di dipendenti», conclude Sitta.

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