«Ausl, conflitto d’interessi in quel bando»
Patrizia De Cosimo (Cisl): «Si cerca uno specialista al lavoro in Cardiochirurgia: è solo all’Hesperia»
È un bando anomalo quello preso di mira dalla Cisl di Modena, che chiama in causa Ausl e Policlinico. La ragione? Una sorta di conflitto d’interessi tra leggi nazionali e interpretazioni di bottega che finiscono per far rientrare dalla porta quello che sarebbe vietato dalle norme.
«Il bando è uscito il 24 giugno con scadenza 15 luglio - spiega Patrizia Di Cosimo, responsabile Cisl per la sanità - ed è stato pubblicato, per quanto ci risulta, solo sul sito del Policlinico. Un’anomalia non da poco se si aggiunge al fatto che si tratta di un bando interno, che prevede quindi un reclutamento tra gli addetti già in servizio presso la sanità modenese. Nel nostro caso Ausl e Policlinico assieme stanno cercando un Coordinatore del corso di laurea in tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione».
Se l’identikit del candidato ideale sempra oscuro basti dire che a Modena i potenziali specialisti con il curriculum richiesto nelle cinque pagine del bando si contano sulle dita di una mano.
«Il pasticcio, su cui chiediamo chiarimenti con una lettera formale - continua De Cosimo - riguarda i requisiti del bando. Oltre alla laurea magistrale specialistica infatti viene richiesta un esperienza almeno quinquennale da perfusionista in un reparto di cardiochirurgia modenese. Qui che scatta la tagliola. A Modena non esistono, nella sanità pubblica, reparti di cardiochirurgia. E neppure nel resto della regione. L’unico centro accreditato è quello dell’Hesperia di Modena. Allora che fare? Sappiamo che ci sono due candidati che operano come perfusionisti da più di cinque anni nei reparti di cardiologia in ospedali modenesi, ma entrambi verrebbero tagliati fuori da quel criterio che ammette solo chi lavora in cardiochirurgia. Ma al tempo stesso l’Hesperia è una struttura privata e non appartiene all’Ausl come il Policlinico o altri ospedali. E dunque con quale criterio viene inserito tra i requisiti d’accesso un’esperienza in un reparto come questo? A Modena non è mai successo; al massimo si poteva aggiungere come elemento ulteriore di valutazione non come sbarramento per tener fuori chi non ha lavorato nell’unica cardiochirurgia del territorio regionale. Ma c’è di più: nel bando di concorso per coordinatore di tecnico di laboratorio, appena concluso, non c’era l’ombra di requisiti come questo». (s.c.)
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