Contro il supercaldo tanta frutta, verdura e tre litri d’acqua
Il dott. Ferdinando Tripi: «Sport solo il mattino molto presto Evitare fritture, grassi e creme. E bevete più che potete»
Con la punta massima a 38° c’è poco da scherzare. Da una settimana il controllo dei termometri e l’ascolto delle previsioni meteo è diventata un obbligo per i modenesi, compresi quelli che sono fuggiti dalla città per rifugiarsi in Appennino.
I paragoni si sprecano, a cominciare dalla data simbolo: «Mai un’estate così calda negli ultimi 136 anni». Verissimo, ma la forbice di 14 gradi tra giorno e notte riduce i collassi a differenza del luglio da incubo del 2003 quando Modena e la Pianura Padana diventarono una sola, inesorabile pentola a pressione. L’ultima speranza è il passaggio di una perturbazione sulle Alpi che con i suoi temporali potrebbe portare un filo di sollievo anche tra la Bassa e la montagna: tre gradi in meno, niente di che. Per il resto occorrerà aspettare la fine di luglio, tra il 25 e il 26 del mese, per capire se l’anticiclone africano mollerà la presa.
«Certo che ci sono mezzi per difendersi dal caldo! - dice scherzando sul suo peso Ferdinando Tripi, responsabile del centro di Medicina dello Sport - Io, ad esempio, con la mia corporatura dovrei essere capace di ridurre il peso in breve tempo e invece il grasso è un pessimo termoregolatore. Roba da bollino nero».
Abbasso il sovrappeso dunque e viva i magri?
«No, un momento. I problemi, con temperature che durante la giornata superano costantemente i 32, 33 gradi, ci riguardano tutti: da vicino e molto seriamente».
Andiamo con ordine
«Anziani e bambini sono da seguire con cura perchè per ragioni diverse sentono meno gli stimoli della sete. È buona regola bere tra i due e i tre litri d’acqua o altri liquidi al giorno. Mettiamoci anche succhi, bibite non gasate e zuccherate, tè e caffelatte».
Frutta e verdura?
«Più che si può, a volontà. Soprattutto crude sono un serbatoio di liquidi che vengono assimilati alla perfezione dall’organismo».
Nella patria delle tagliatelle al ragù si fa fatica a convertirsi alle delizie delle carote
«Macchè, si tratta di fare una scelta necessaria. Bisogna mangiare di meno ma più spesso evitando panne, salse, fritti e magari la classica ricetta della serata tra amici: spaghettata robusta, frittura di pesce e poi un bel tiramisù annaffiato da un bel vinello frizzante e freddo».
Non si può mediare?
«Certo. Via libera alla frittura, ma seguita da frutta. Gli arancini sono appetitosi? Ma dopo non mettiamoci gli affettati. E magari gnocco e tigelle con gelatone finale».
C’è sempre lo sport
«Calma. Intanto bisogna essere fuori non oltre le 7. E niente corsa se non si è più che allenati e in gruppo quando si toccano i 32°. Su quella soglia ci si ferma tutti. Per i ciclisti attenzione doppia: in squadra ii limiti si trascurano sino al colpo di sole».
E i sali minerali persi?
«Presto detto: a un litro d’acqua si aggiunge un mezzo cucchiaino di sale da cucina, sei di zucchero o miele e un limone spremuto. Costa un decimo delle bustine ed è ugualmente fficace»
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