Gazzetta di Modena

Modena

Il boss senza reddito che fa la vita da nababbo

di Francesco Dondi
Il boss senza reddito che fa la vita da nababbo

Diletto risulta pressoché nullatenente e con dichiarazioni ai limiti della povertà In 29 anni ha accumulato passivi di 854mila euro nonostante casinò e Totocalcio

3 MINUTI DI LETTURA





La conferma di un altro luogo comune arriva dalle carte dell’inchiesta Aemilia-bis. I boss della malavita organizzata, per evitare di vedersi aggredire il capitale accumulato, non solo intestano i propri beni a prestanome o familiari, ma soprattutto dichiarano di vivere ai limiti della soglia di sussistenza. In caso di guai con la giustizia evitano di subire sequestri preventivi e quando mandano al macero aziende inizialmente sane e non più funzionali alla causa riescono a salvarsi dai pignoramenti dei creditori.

Un quadro dettagliato lo tracciano i carabinieri del Ros, andando a ritroso nella vita fiscale di Alfonso Diletto, analizzando i suoi redditi, le spese e gli incassi dal 1983 al 2012. E a margine i militari annotano le principali operazione finanziarie tra mutui concessi - anche di elevato valore rispetto alle garanzie economiche possibili - auto comprate e rivendute e case acquisite, una anche a Cavezzo. Poi tutto il report patrimoniale viene confrontato con i dati Istat, utilizzati per circoscrivere le necessità minime per far sopravvivere una famiglia. E il quadro finale che ne esce è - in casi normali - allarmante: un passivo di 854mila euro accumulato in 29 anni.

«È di tutta evidenza come il tenore di vita mantenuto da Diletto - scrive il gip - si rilevi del tutto incompatibile con la capacità reddituale dello steso, che, oltre ad essere stata per diverso tempo nulla, solo a partire dal 2009 ha fatto registrare incrementi significativi, permettendo di rilevare la percezione di redditi compresi tra 30mila e 46mila euro annui. Lo squilibrio della situazione patrimoniale del Diletto e la sospetta disponibilità di somme non tracciabili rendono più che verosimile che lo svolgimento delle attività di impresa svolte dal predetto sia stato reso possibile dal reimpiego di somme di provenienza illecita siccome derivanti da reati riferibili all’organizzazione ’ndranghetista». Il boss, infatti, entra ed esce da alcune società, dimostrandosi molto attivo a ridosso delle operazioni penali in cui viene coinvolto.

E per lo stesso giudice non bastano le vincite effettuate al Totocalcio e al casinò per giustificare una così imponente divergenza tra reddito e stile di vita. Anzi, sono un’ulteriore controprova della disponibilità di fondi illeciti a favore del collaboratore di Nicolino Grande Aracri. I 267 milioni di lire vinti nel 1999 al Totocalcio non bastano a giustificarsi mentre al casinò risultano cambiati 455mila euro dal 1999 al 2009 a fronte di titoli di credito per 613mila euro.

«Le puntate al casinò - scrivono i magistrati coordinati dal procuratore capo, Roberto Alfonso - per ingenti somme sono avvenute mediante denaro di provenienza delittuosa (non avendo il Diletto una capacità reddituale in grado di giustificare tali “giocate”); alle vincite sono certamente corrisposte perdite di importanti somme poiché è un fatto che il gioco d’azzardo, dipendendo dal “caso” e non dall’abilità, comporti frequenti perdite prima che vincite; negli anni in esame, non erano tracciati gli esborsi in contanti inferiori a 12.500 euro (per acquistare le fìches di gioco), somme corrispondenti ad “uscite” che Diletto certamente ha sostenuto e che non sono quantificabili; peraltro, dal 2008, essendo Diletto protestato, le giocate sono potute avvenire solo in contanti».

Una passione, quella per i casinò, fino a qualche anno fa sfruttata dalla criminalità organizzata per riciclare denaro vista la possibilità di far circolare liberamente ingenti somme di denaro oltre che ottenere linee di credito, cassette di sicurezza e trasferimento fondi. Una passione a cui non si sottraeva Diletto e come lui tutti i vertici della ’ndrangheta emiliana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google