Gazzetta di Modena

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La droga? Nascosta dove la gente prega

di Stefano Totaro
La droga? Nascosta dove la gente prega

La polizia di Mirandola arresta due grossisti, recuperando in tutto 14 chili di hascisc interrati nel “santuario delle Valli”

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MIRANDOLA. Dapprima una Madonnina votiva, una statua da subito molto venerata tantoché la gente del posto aveva iniziato a fermarsi, a raccogliersi per un po’ in preghiera. Allora accanto ecco che viene collocata una panchina, poi una fontanina, l’erba viene curata. Ormai per la gente del posto quell’angolo verde di via Imperiale, al bivio per San Martino Spino e Massa, era il santuario, “l’oasi della pace”. Chi passa a volte si raccoglie in preghiera. Non c’è una folla ma un discreto e rispettoso via vai. Lo avevano notato anche i due grossisti della droga e per loro quell’oasi era diventato il nascondiglio ideale: in mezzo alla campagna, facilmente raggiungibile in auto, un boschetto con piante e cespugli tutto attorno al luogo di culto. Ma ormai i loro affari erano stati scoperti - nonostante la scarsità di mezzi e uomini - dal fiuto degli investigatori dell’Anticrimine del commissariato di Mirandola, guidati dal vicequestore Laura Amato. E così, dopo appostamenti, pedinamenti e certezze ormai acquisite sui luoghi e le persone, ecco che scatta il blitz proprio nell’Oasi. Grazie alle unità cinofile di Sassuolo e Padova, dopo accurate ricerche affiorano dal terreno del boschetto, in vari punti, tra alberi e cespugli, sacchetti e borse di plastica, anche quelle dei supermercati. Dentro, ben conservati, vari panetti di hascisc e anche parecchi ovuli, griffati Barcellona calcio, con lo stemma del club catalano. Undici chili di hascisc disseppelliti e sequestrati. In manette sono finiti due marocchini: Hicham Hamsa, 37enne di San Martino Spino, e Redouane Kabadou, 32enne residente in comune di Sermide alle porte di San Martino. Entrambi muratori disoccupati, avevano ormai da anni avviato una fiorente attività “alternativa”, diventando punto di riferimento per molti spacciatori al dettaglio. A loro la polizia è arrivata dopo aver scoperto, in giugno a Medolla, un nascondiglio con altri tre chili di hascisc, griffato Gucci in quel caso. Poi tramite i rivenditori, le tracce lasciate dai pesci piccoli, le intercettazioni e gli arresti della squadra Volante, ecco che le strade portavano ai fornitori, ai due marocchini. Questi infatti riuscivano ad approvvigionarsi tramite canali esteri di larghe partite di hascisc e rivendevano mezzo chilo di sostanza alla volta. Insomma, erano i grossisti del mezzo chilo: meglio così che non un chilo intero, sul quale avrebbero finito per dover fare lo sconto all’acquirente. I due acquistavano i 500 grammi per mille euro e li rivendevano al doppio. Una volta tagliato e confezionato in dosi, lo stesso quantitativo fruttava sul mercato 7 euro al grammo (spesso anche di più) vale a dire 7.000 euro per un chilo. Le consegna in auto: loro stessi guidavano le macchine delle loro consorti in stradine di campagna, ai confini col Ferrarese e il Modenese, di notte. Ad orari e in posti diversi. Rifornivano così i medi spacciatori, i quali poi avevano la loro rete di piccoli rivenditori al dettaglio.

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