R Nord: ecco spazi e fondi per nuove microimprese
Il sindaco annuncia un progetto per finanziare start-up e co-working di giovani Seicento mq dentro il palazzone di via Attiraglio per favorire lavoro in comunità
Un centro per imprese innovative nel comparto R-Nord. Il nucleo (“hub” in inglese) dovrebbe essere pronto entro gennaio. Seicento metri quadri tra via Attiraglio e via Canaletto Sud, con un’officina di fabbricazione (“FabLab”), un incubatore per start-up e un’area per condividere esperienze di lavoro (“coworking”).
Tre gli spazi, due gli obiettivi. «Recuperare i luoghi del degrado e offrire un’opportunità ai giovani», ha spiegato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. I lavori per la riqualificazione sono già partiti. Da ieri via libera al bando per le attività imprenditoriali che muoveranno i primi passi in un ambiente digitale. Tra le tecnologie di nuova generazione c’è persino un’area per il cucito, diretta non alla moda, ma alla tecnologia.
Il bando è promosso da Democenter, che ha identificato quattro possibili destinatari: aspiranti imprenditrici e imprenditori; micro, piccole e medie imprese (iscritte da massimo due anni); spin-off universitari (da tre anni); spin-out aziendali (da due anni). Le vincitrici avranno sia servizi logistici (tra cui internet) sia supporti tecnici per l’impresa (tra cui ricerca di finanziamenti e accessi ai laboratori del Tecnopolo cittadino). Le candidature devono essere presentate entro domenica 27 settembre. In quel mese ci sarà anche un “hackathon”, in cui le imprese creeranno parte degli arredi per l’officina. Il taglio del nastro del FabLab è previsto per ottobre, quando entrerà nel vivo il concorso per le start-up.
«A Modena ce ne sono 111 censite - ha ricordato Tommaso Rotella, assessore alle attività economiche - siamo sesti in Italia». Verificati i requisiti formali, i partecipanti saranno analizzati sulla base di due elementi: curricula vitae e riassunto esecutivo. Le imprese dovranno preparare un piano di business e una presentazione multimediale. I selezionati da questa fase saranno valutati da un comitato tecnico scientifico sulla base di quattro criteri: fattibilità, curriculum, grado d’innovazione, coerenza con i settori d’interesse del bando. Superata la prova, agli imprenditori si apriranno le porte dell’area, in cui potranno stare per massimo tre anni. Trentasei mesi (minimo) è la durata dell’avviso pubblico. Possono partecipare enti e società, ditte individuali, persone fisiche, associazioni, da soli o in raggruppamenti temporanei. Il termine resta il 27 settembre. Il vincitore avrà, tra i diversi compiti, la selezione dei “coworker” (previsti 35 posti) e l’allestimento di una sala formazione. I costi di gestione sono di 30.500 euro, iva esclusa. Per l’intero progetto sono stati previsti 800mila euro, di cui la metà finanziati dalla Regione. «Serviranno 300mila euro all’anno per gestirlo a pareggio di bilancio», ha garantito Enzo Madrigali. Il presidente di Democenter ha spiegato che l’obiettivo è «costruire una comunità», coinvolgendo anche i giovani non imprenditori della zona. La fondazione fa parte dell’associazione temporanea di scopo che seguirà gli sviluppi con il Comune e la società di trasformazione urbana CambiaMo. Il progetto è stato curato da Slow/d. «Abbiamo pensato anche alle persone con disabilità», ha concluso il presidente dello studio, Andrea Cattabriga. Officina e incubatore saranno al piano terra, il coworking al primo piano.
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