Gazzetta di Modena

Modena

Radioterapia chiusa 4 mesi Era un guasto all’impianto

di Rino Filippin
Radioterapia chiusa 4 mesi Era un guasto all’impianto

Lo ammette l’Ausl: «Le falde non c’entrano con gli allagamenti del reparto» Le ingenti spese di riparazione pagate dall’azienda sanitaria. Forse la rivalsa

2 MINUTI DI LETTURA





Nulla a che fare con le falde acquifere, come dicevano le voci. D’altra parte, visto che la Radioterapia del Ramazzini è rimasta chiusa per circa quattro mesi, da agosto a dicembre 2014, era lecito che i cittadini si chiedessero il perché di un guasto così importante poco dopo l’inaugurazione. La direzione Ausl si era preoccupata di dire quando il reparto sarebbe stato riaperto, ma nessun cenno sui motivi dello stop, nonostante in tanti si chiedessero le cause del blocco dell’impianto destinato alla cura dei malati di tumore. Ora finalmente, grazie a un’interrogazione di Roberto Benatti (FI), è arrivata la risposta ufficiale dell’Ausl, firmata da Massimo Annichiarico, referenti Giovanni Ferrara e Teresa Pesi. Ecco quindi la sintesi delle risposte date dall’Ausl.

Da dove sono arrivate le infiltrazioni d’acqua che hanno costretto allo stop della Radioterapia?

«La causa delle infiltrazioni e dell’accumulo di acqua nel massetto posto tra la platea di fondazione ed il pavimento, è stata individuata in alcune perdite dell’impianto idrico sanitario incorporato nel pavimento».

All’epoca dello stop si parlava di infiltrazioni delle falde.

«La presenza di acqua all’interno della struttura non è stata determinata da un’infiltrazione dall’esterno».

Qual è la situazione al momento?

«A partire dal 14 agosto 2014, a seguito della segnalazione della presenza di acqua sul pavimento della struttura, sono state sospese le attività sanitarie. Una volta completata la fase di messa in sicurezza dell’impianto sono stati realizzati gli interventi necessari per eliminare le cause dell’allagamento. Visto che non era possibile ispezionare tutto l’impianto, si è optato per l’abbandono della rete sotto pavimento e la sostituzione della stessa con una nuova rete idrica realizzata a soffitto, completamente ispezionabile».

Chi pagherà le spese per il ripristino dell’impianto?

«Gli oneri per le riparazioni edilizie ed impiantistiche e per il ripristino dell’impianto sono stati sostenuti dall’AUsl di Modena con riserva di rivalsa nei confronti di terzi responsabili di cui è in corso l’accertamento». Le spese, che non sono state quantificate nella risposta scritta all’interrogazione, ammontano a una cifra molto ingente. Non resta che attendere l’esito della rivalsa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google