Scomparso Gianni Coron il bassista dei Nomadi
Aveva 72 anni. Il figlio lo ha trovato nel letto, stroncato da un malore Membro originario della band, dopo l’uscita nel 1976 aveva gestito molti locali
MODENA. I Nomadi perdono un altro membro originario e l’ambiente musicale italiano è in lutto. All’età di 72 anni è scomparso Gianni Coron, primo e storico bassista della formazione rock beat modenese-reggiana. Era modenese ma aveva lavorato per tanti anni con Augusto Daolio e Beppe Carletti; uscito dal gruppo, era stato titolare e gestore di numerosi bar e ristoranti.
La scoperta della morte è avvenuta in circostanze drammatiche. Da due anni e mezzo, da quando era rimasto vedovo, Colon abitava da solo nel suo appartamento di via delle Costellazioni. Ieri una vicina di casa ha chiamato il figlio Pier Giorgio, 47 anni, per segnalargli che dall’appartamento del padre proveniva un forte odore. Pier Giorgio Coron è entrato e ha trovato il padre disteso sul letto con la tv ancora accesa. Era morto da tempo. Subito, il figlio ha avvisato il 118. Secondo il medico di turno, il bassista sarebbe deceduto per cause naturali. È probabile che sia stato stroncato da un malore. La salma è stata portata in ambulanza alla Medicina legale dove sarà a disposizione di eventuali accertamenti autoptici, se li richiedesse il magistrato di turno, e per stabilire il momento del decesso.
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Nato e cresciuto in Argentina, Coron si era già diplomato in chitarra classica al conservatorio prima di giungere a Modena. Il suo arrivo in città nel 1964 coincide con l’esplosione del movimento musicale rock beat a Modena e in parte anche a Reggio, il più importante in Italia. Coron entra in contato con i giovani che suonano in una città piena di talenti - ricordiamo Francesco Guccini, l’Equipe 84, Caterina Caselli, la galassia del Grande Italia - e nel 1965 inizia a lavorare con Augusto Daolio, Franco Midili e Beppe Carletti. Insieme al batterista Bila Copellini formano il nucleo originario dei Nomadi e iniziano a provare a Novellara. Carlo Savigni era il fotografo ufficiale del gruppo: «Coron era uno dei futuri Nomadi. Abbiamo lavorato insieme in quel periodo per preparare il lancio discografico del gruppo. Gianni era un tipo di poche parole, riservato ma simpatico. La sua morte mi ha lasciato sorpreso. Mi ha chiamato anche Beppe Carletti che non sapeva nulla...», racconta Savigni
. «Mio padre era un uomo che viveva con la sua chitarra addosso - ricorda Pier Giorgio commosso - si è staccato abbastanza presto dai Nomadi, intorno al 1976, e dopo ha lavorato molto con i locali». Dopo un breve periodo con un gruppo che suonava il genere sudamericano alla moda nell’epoca per gli Inti Illimani, Coron ha gestito numerosi bar e ristoranti a Milano Marittima e Modena. È stato anche fondatore con la chef Marta Pulini della Brasserie di via San Giacomo, in centro storico, il locale più alla moda alla fine degli anni Ottanta a Modena. Questa sua attività professionale da gestore di locali non ha però mai oscurato la sua passione per la musica. E anche per i Nomadi. Coron ha suonato numerose volte con Carletti e Daolio anche dopo l’uscita dal gruppo: era molto legato ai vecchi compagni dell’era beat. E non aveva tutti i torti: insieme hanno fatto un pezzo di storia della musica e della cultura italiana del Novecento lasciando un segno anche su Modena e Reggio oltre che un esercito di fan.
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