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«Aziende danneggiate: non escludete i carpigiani»

di Serena Arbizzi
«Aziende danneggiate: non escludete i carpigiani»

«Assurdo penalizzare le nostre ditte che devono adeguarsi all’antisismica tenendole fuori dalle aree terremotate per le quali sono concessi contributi»

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Le imprese che rientrano nel territorio del cratere sismico, ma che sono escluse dalle mappe di scuotimento, devono poter accedere a strumenti equi per adeguare il proprio capannone.

Questo il senso della mozione del gruppo consiliare Pd, firmata dai consiglieri Lodi, Boni e Reggiani approvata dopo un emendamento del Movimento 5 stelle che proroga di due anni i tempi per i lavori.

Ed è un ulteriore obiettivo raggiunto del vicesindaco Simone Morelli che si è sempre battuto al fianco delle imprese perché Carpi potesse beneficiare di strumenti incentivanti alla ristrutturazione.

«Esprimo soddisfazione per questo risultato importante – commenta Morelli – e andremo avanti affinchè le imprese carpigiane possano ottenere il massimo vantaggio. Così come non ci siamo certo fermati sul tema delle zone franche urbane».

Nocciolo della questione delle mappe di scuotimento: i fabbricati industriali che si trovano all’interno del cratere sismico, ma al di fuori del perimetro delle mappe di scuotimento definite dall'Ordinanza Regionale 35/2013. Collocate nelle aree industriali di Carpi, ma anche a Soliera, Bomporto, San Prospero e Ravarino, Ferrara e Cento, si tratta di imprese che avevano realizzato gli immobili nel rispetto delle normative allora vigenti e che si trovano oggi nell’obbligo di adeguarli, malgrado gli immobili non abbiano subito alcun danno dal terremoto. Nel testo si richiede «alla Regione di definire, con il Governo, tutti gli strumenti necessari per permettere alle imprese localizzate all'interno del cratere sismico, ma escluse dalle mappe di scuotimento, di poter accedere a strumenti equi e incentivanti per rispondere alle esigenze di adeguamento e ristrutturazione con l'obiettivo di salvaguardare la sicurezza sul lavoro».

Per farlo si propone la revisione di strumenti come i bandi Inail in modo che vengano presi in considerazione aspetti quali i criteri di accesso, con l’estensione all'utilizzo anche alle società immobiliari, casistica peraltro molto diffusa nel nostro territorio, nonché il riconoscimento fino al 100% dei costi di intervento strutturale anche con strumenti di liquidità immediata sul modello della “cambiale Errani “ e o di sostegno tramite credito di imposta e l'inclusione dei costi di delocalizzazione temporanea da parte di quelle imprese che si vedano costrette, in presenza di lavori ai loro fabbricati, ad interrompere le attività produttive.

«Crediamo che – dicono i consiglieri firmatari della mozione – la Regione possa individuare tempistiche e metodi per lanciare un piano straordinario di incentivazione alla messa in sicurezza delle attività produttive sull’intero territorio regionale».

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