Modena, il mulino di Albareto è stato smantellato e trasferito in Bosnia
Un pezzo di storia di Modena che se ne va, l’attrezzatura venduta per circa 100 mila euro. L’edificio potrebbe essere demolito
MODENA Addio definitivo al vecchio mulino di Albareto. Tutto l’impianto di una delle storiche aziende della frazione si trova ora all’interno di un’azienda in Bosnia Erzegovina e sono rimasti soltanto i muri a tenere vivo il ricordo di quello che per quasi un secolo è stato un punto di riferimento per il territorio circostante. Le attrezzature che si trovavano all’interno del Molino della Casa Francesco Spa sono state acquistate da un compratore serbo ad un prezzo che supera i 100mila euro e ora la struttura potrebbe finire all’asta. Qualora non si trovasse un compratore, è possibile che l’edificio che una volta ospitava il molino sia demolito e al suo posto venga edificato un comparto residenziale, crisi dell’edilizia permettendo.
Nessuna azienda del territorio ha infatti preso a cuore le sorti del Molino che, lo scorso anno, dopo quasi novant’anni di attività ha dichiarato il fallimento. L’azienda, il cui stabilimento imponente si trova sulla strada principale e domina il centro della frazione, aprì nel 1925 ad opera della famiglia Della Casa e rappresentava un colosso per il mondo dei cereali e per la panificazione. Sono numerosi i residenti della frazione che ricordano il via vai di aziende che si rifornivano o apportavano conferimenti al Molino che, quando l’attività era fiorente, ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più belle della storia di Albareto.
GLI IMPIANTI “Ora del molino sono stati venduti tutti gli impianti. Sono rimasti i muri – spiega il curatore fallimentare, dottor Francesco Pozzi – Gli impianti sono stati acquistati dalla Mlin Stojanovic i Sin (tradotto, Mulino Stojanovic e figli) di Bijellina, azienda che a sua volta possiede un mulino in Bosnia Erzegovina. Si sono presentati alcuni compratori da tutta Europa e alla fine l’hanno spuntata quelli di Mulino Stojanovic i quali hanno versato 110mila euro per gli impianti, accollandosi tutte le spese di montaggio e ripristino muri. È stato necessario, infatti, allargare una porta dove non si riusciva a sfilare i macchinari dall’edificio. La ditta ha lavorato tre settimane con una consistente mole di personale per portare via tutto. Ora, la paura che ho è che la gente vada a dormire nello stabile vuoto e che, all’amarezza per un pezzo di storia che se n’è andata, si aggiunga quest’eventualità. C’è anche una notizia positiva però e riguarda i creditori: per loro ci sarà un riparto parziale. Nei prossimi mesi – prosegue il dottor Pozzi – spero di trovare soggetti interessati all’acquisto dei muri del Molino Della Casa Francesco. Diversamente verrà messo all’asta. C’è l’eventualità, quindi, che la struttura venga abbattuta per lasciare il posto a una zona residenziale”.
ADDIO AI MULINI Pozzi si lascia andare ad un’amara considerazione. “Stanno sparendo tutti i mulini nella nostra zona. – conclude il curatore – Probabilmente lo svantaggio del Molino Della Casa è stato la realizzazione di pasta di grano tenera. A livello locale, non è emerso nessuno che se ne volesse fare carico e contemporaneamente fosse disposto a pagare cifre congrue: alcuni contatti locali erano disposti a spendere molto meno di quanto hanno invece versato i bosniaci”.
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