Troppo caldo: boom di alghe lungo il Naviglio di Modena, zattera in azione
Per sette giorni con l’ausilio delle ruspe saranno tolte le erbe dalla superficie e dal fondo del canale
MODENA. Le si riconosce dall’odore, prima ancora di vederle. Basta avvicinarsi allo stradello che dalla Bertola, frazione a due passi dall’inceneritore, porta verso Albareto per sentire l’odore delle alghe e dell’erba in putrefazione. Inconfondibile.
Nella corrente dell’acqua che scende lentamente verso il Panaro e il Po si muovono isolette galleggianti su cui si posano gli uccelli: non mancano aironi e anatre che usano quelle piattaforme per cercare pranzo e cena. Da ieri però questi accumuli, che soffocano l’ecosistema del Naviglio, vengono eliminati con una barca speciale che ripulisce le alghe di fiume dal fondo alla superficie. Le alte temperature degli ultimi giorni hanno moltiplicato la vegetazione acquatica e così da ieri, e per tutta la settimana, da Modena a Bastiglia due ruspe affiancheranno la motobarca che rimuove il materiale limaccioso.
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A dire il vero, a dispetto del salvagente regolamentare, la tinozza di ferro blu che galleggia a due passi dalle villette e dalle vigne ricorda più un goffo pedalò che un’imbarcazione vera e propria. Grande meno di un container, con un bordo fuori acqua su cui si sale senza problemi quando è ormeggiata vicino ai cassoni di sassi sulle sponde, il natante serve egregiamente allo scopo per cui è stato costruito.
A prua c’è una sorta di fresa che rimuove erbe e alghe, di cui spunta dall’acqua il braccio; a poppa, cioè dietro, c’è l’accesso alla zona motore e fuori bordo il doppio timone.
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TECNICA SEMPLICE. Per completare il quadro basti dire che il pilota, se così vogliamo chiamarlo, ha solo un ombrellone legato a un aggancio di ferro per proteggersi dal sole. In effetti è tutto quello che serve per rendere operativa la piattaforma. La tecnica è elementare, simile a quella della pulizia delle strade. Una volta in acqua chi è a bordo rimuove e sposta verso i lati del canale erbe e alghe; sugli argini si muovono le ruspe che le mettono in secca sulle sponde per la rimozione successiva. Il risultato? Al ponte della Bertola il livello dell’acqua si è abassato di 80 centimetri.
Il lavoro procede lento ma metodico, metro dopo metro. La pulizia è indispensabile perchè l’accumulo di materiale galleggiante, unito a quello che cresce sul fondo, è di tale entità che rischia di intasare tutte le opere idrauliche corredano il Naviglio. E chi abita nelle vicinanze tira un sospiro di sollievo perchè il tanfo di marcio sta per finire.
PULIZIA ANNUALE. La pulizia annuale del più importante canale di Modena restituisce la canale la sua normale velocità di deflusso delle acque. Quella che è stata la che è stata per secoli l’arteria giugulare dell’economia modenese, che collegava la città all’Adriatico e permetteva l’entrata e l’uscita di merci e uomini, oggi è un piccolo corso d’acqua dimenticato da tutti, schiacciato dalla strada del Canaletto che corre a pochi metri di distanza. Dei fasti del sesto porto canale d’Italia, com’era Modena un secolo fa, resta solo la zattera a motore che raccoglie le alghe.
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