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Export, trimestre nero per la moda

I dati Intesa Sanpaolo dei primi tre mesi 2015 sono negativi per l’area di Carpi

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La crisi russa complica il quadro delle esportazioni dei distretti emiliano-romagnoli. Il crollo delle vendite verso Mosca (passate da 129 milioni di euro nel primo trimestre 2014 a 88,5 milioni attuali) penalizza soprattutto il sistema moda. È quanto emerge dal monitor dei distretti industriali della Emilia Romagna di Intesa Sanpaolo per Carisbo, Cariromagna e Banca Monte Parma.

Nei primi tre mesi dell'anno le esportazioni dei distretti regionali segnano un aumento dello 0,8% con un ritmo inferiore sia ai distretti italiani (+3%) che al manifatturiero regionale (+4,2%). A condizionare negativamente la performance regionale è stata la battuta d'arresto sui mercati emergenti (-6,2%). Prosegue, al contrario, il trend positivo sui mercati maturi che vedono un'accelerazione delle esportazioni (+4,8%), trainata dalle buone performance osservate sul mercato statunitense.

Prosegue il trend di crescita del distretto delle piastrelle di Sassuolo (+3,2%), che ha beneficiato del brillante andamento sul mercato statunitense. Nel settore della meccanica risultati positivi delle macchine per l'industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (+43,9%, secondo i dati Acimac), ma dati negativi delle macchine agricole delle stesse aree (-9,5%). Nel settore alimentare prevalgono i segnali positivi, ma non mancano criticità. Bene i salumi del Modenese (+8,7%), i salumi di Reggio Emilia (3,7%) e i 3 distretti di Parma.

Segnali negativi in tutti i distretti del sistema moda, che scontano in particolare le difficoltà sul mercato russo: male anche maglieria e abbigliamento di Carpi (-3%).

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