Gazzetta di Modena

Modena

Il Comune ora vuole Palazzo Solmi

Il Comune ora vuole Palazzo Solmi

Muzzarelli: «Trasferimento di uffici pubblici o nuova sede della Prefettura. I soldi? Sono l’ultimo dei problemi...»

3 MINUTI DI LETTURA





«I soldi? Sono l’ultimo dei problemi». Sarà anche vero, ma viste le recenti vicende dell’asta deserta per le azioni delle farmacie Comunali un pizzico di prudenza in più, per il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, non guasterebbe. Nemmeno quando Roberto Reggi, ieri al suo fianco come direttore del Demanio, invoca l’avvento dei privati dicendo chiaramente che «le amministrazioni locali, da sole, non possono più far fronte a queste spese». Benissimo, ma questo non sembra tempo per le larghe intese. Almeno per ora. Si tratta, però, di provare a guardare il bicchiere mezzo pieno a seguito dell’incontro “Recupero, riuso, valorizzazione e gestione del patrimonio immobiliare pubblico”, al quale erano presenti diversi amministratori locali.

Muzzarelli ha provato a metterci della sostanza, dando seguito al piano caserme che resta confermatissimo ma è vincolato da tempi statali certamente non rapidissimi.

Palazzo Solmi, in via Emilia e quattro alloggi in via Buonacorsa, presso l’ex Caserma Sant'Eufemia, sono solo le richieste di acquisizione più recenti avanzate dal Comune di Modena all’Agenzia del Demanio nell'ambito della normativa del cosiddetto Federalismo dei beni culturali, che si aggiungono a quelle presentate negli scorsi anni con il Federalismo demaniale, con l'obiettivo di realizzare specifici piani di valorizzazione. Per via Bonacorsa, area a rischio degrado e con fenomeni ricorrenti di occupazioni abusive, si pensa a interventi di riqualificazione conservativa per destinarli ad alloggi di edilizia residenziale sociale oppure alla vendita, mentre a Palazzo Solmi verrebbero collocati uffici comunali. Ma per il Comune si potrebbe anche valutare di utilizzare l'edificio come sede della Prefettura, lasciando così tutto il Palazzo di viale Martiri nella disponibilità della Provincia che in questo modo potrebbe razionalizzare ulteriormente l'utilizzo delle proprie sedi.

«La valorizzazione del patrimonio pubblico – ha sottolineato Muzzarelli – è un’assoluta priorità, anche per prevenire il degrado di aree della città. E’ incomprensibile, infatti, come possano essere lasciati senza funzioni edifici come Palazzo Solmi (ma serve anche la completa valorizzazione del palazzo del Principe Foresto in corso Canalgrande), oppure l’ex Stazione sperimentale agricola, le ex caserme Garibaldi e Sant’Eufemia, il Poligono o l’ex carcere di Saliceta».

Al centro dell'attenzione nell’incontro un complesso di iniziative di valorizzazione urbanistica previsto in un protocollo d'intesa definito lo scorso anno dal Comune, dal Comando dell'Accademia militare e da altri enti pubblici, tra i quali anche il Demanio, che riguarda la caserma Pisacane (ex Ottavo campale), la caserma Fabrizi e le Scuderie, il magazzino Foraggi di via Santa Caterina. È stato fatto il punto anche sulla caserma Montecuccoli in corso Vittorio Emanuele, e le ex caserme Garibaldi, in viale delle Rimembranze, e Sant'Eufemia, oggi acquisite dalla Cassa depositi e prestiti, ma per le quali il Comune aveva avanzato la richiesta di trasferimento nel 2011 con l’obiettivo di intervenire per riqualificazione di edifici che rischiano il degrado.

Mentre le richieste per palazzo Solmi e via Buonacorsa sono di poche settimane fa, risale alla fine degli anni Novanta l'Accordo di programma che non ha avuto seguito relativo ai 34 mila metri quadri del Poligono di tiro di via Cassiani. Così come è congelata da tempo la situazione della Tennis Modena di viale Monte Kosica con indennità richieste dallo Stato e contestate dall'Associazione che gestisce le strutture sportive: una situazione che si potrebbe superare con l’assegnazione al Comune.

Al centro dell'attenzione anche l’edificio dell'ex Stazione sperimentale agraria di viale Caduti in guerra, una palazzina di fine Ottocento realizzata in un'area di 6 mila metri quadri, che è stata affidata al Demanio, e l’ex casa circondariale di Saliceta San Giuliano, che si estende su un’area di 9.800 metri quadrati, abbandonata dopo il sisma del 2012. (d.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google