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«Interporto? Spostate la Bretella»

«Interporto? Spostate la Bretella»

Il Centro Democratico: «Aziende pronte, spazi da valorizzare e nuovo progetto»

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Perché rimane bloccato un progetto di collegamento ferroviario e stradale da 90-100 milioni di euro, dopo che lo scalo con i binari è stato completato ma è fermo? Perchè da sette anni la richiesta formale degli industriali e di poche grandi aziende di logistica, con tanto di progetto commissionato alla Coop Ingegneri e Architetti, è rimasta lettera morta?

Sono queste le due questioni sul tavolo a cui il Centro Democratico cerca di dare una risposta. E a dare il suo appoggio è arrivato anche il padre fondatore del Cd, il mantovano Bruno Tabacci, oggi deputato a sostegno dei centristi nella coalizione renziana.

A ridosso di Cittanova, dov’è stato completato lo scalo a fianco della nuova linea ferroviaria, ci sono mezzo milione di metri quadrati di terra agricola pronti per essere usati come aree per la logistica. Il mezzo milione di metri appartiene a 12 proprietari che comunque saranno espropriati, parzialmente, per la costruzione del tratto terminale della futura autostrada Sassuolo - Modena Nord. «È tutto concentrato in quell’area - spiega l’agronomo Roberto Bandieri, già candidato Cd - Così com’è stata progettata, la bretella per il comprensorio ceramico taglia a metà gli spazi esistenti e non lascia spazio a una razionale sistemazione di capannoni e binari. Se fosse spostata a ridosso della linea ferroviaria, si libererebbero aree utili ai giganti della logistica». Una riprova? Saima Avandero ha già opzionato un’area che è quasi la metà di quelle disponibili e trasporta i prodotti di Ferrari, Maserati, Fiat, Tetrapak.

«Modena, assieme a Verona, sarebbe l’unico centro del nord Italia ad avere un trasporto intermodale tra ferrovia e autostrada dove potrebbero trovare spazio i tir e i convogli sui binari con tempi ridotti di carico e scarico - aggiunge Tabacci - In questo modo diventerebbe l’unica alternativa sulla via del Brennero, un centro nazionale di logistica».

«Per fare tutto questo - aggiunge Tommaso Rotella, assessore Cd con delega al commercio - occore volontà politica. Noi ci siamo e chiediamo alla giunta di fare la sua parte, a cominciare da una richiesta forte alla società Autobrennero. Con un minimo spostamento della Bretella, Modena avrebbe un ritorno gigantesco negli investimenti». Tra le proposte avanzate anche quella di chiamare le imprese, tutte assieme, a comprare chiavi in mano le aree, togliendo le castagne dal fuoco al Comune che dice di non avere soldi per gli espropri. Ma servirebbero anche norme edilizie diverse e la questione ancora una volta torna in piazza Grande.

Saverio Cioce

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