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La Casa Bianca aspetta Bottura

La Casa Bianca aspetta Bottura

Lo chef modenese invitato a illustrare il suo progetto “Refettorio Ambrosiano”

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A metà agosto il super chef Massimo Bottura volerà a Washington e più precisamente alla Casa Bianca. La notizia è emersa a margine del talk show di domenica sera nell’ambito di “Vieni a Modena con me”, rassegna ideata dallo stesso Bottura e che prende vita ai Giardini Ducali. I contatti con Washington sono nati in occasione di Expo, dove lo chef “stellato” è presente con il Refettorio Ambrosiano, nato da un’intuizione sua e del regista Davide Rampello con il coinvolgimento della Diocesi di Milano e della Caritas per mescolare i concetti di solidarietà, arte, cultura e cucina. «Andremo a Washington – spiega Bottura – per portare il nostro saper fare e tutto quanto significa per noi la tavola. Intorno alla tavola si sogna, si litiga ci si riappacifica. Si rende visibile l’invisibile». La serata ha visto come ospiti, oltre al patron dell’Osteria Francescana, lo chef pluristellato Moreno Cedroni, il giornalista milanese Paolo Marchi di Identità Golose che ha presentato il libro “Xxl – 50 piatti che hanno allargato la mia vita”, e Giuseppe Sala commissario unico e amministratore delegato di Expo 2015. Un parterre di lustro che ha offerto uno stimolante scambio di suggestioni. Particolarmente originale è stata la spiegazione dello studio profondo effettuato da Cedroni sul pesce. Lo chef ha infatti inventato la prima salumeria di pesce al mondo. «Ho iniziato ad affumicare e ho visto nascere una bresaola di tonno – ha spiegato Cedroni tra lo stupore generale – Un piatto che in Sicilia facevano ma non risultava proprio gustoso perché troppo salato. Poi mi sono invaghito dell’immortalità del cibo» prosegue lo chef soffermandosi sul sushi, diventato, per lui, volutamente susci. «Quando ho creato al sushi letterario mi sono ispirato a Leopardi che a 11 anni scrisse una poesia intitolata 'io odio la minestra'. Perché ho inventato il sushi letterario? Perché volevo far sorridere Leopardi» confessa Cedroni in un afflato di geniale follia. Elogi, poi, a Paolo Marchi che con Identità golose è stato «capace di metterci a disposizione un palco – ha proseguito Bottura – dove abbiamo iniziato a condividere, crescendo, tutti. Senza gelosie di sorta. Noi, del resto, siamo cuochi contemporanei. Quello che vale oggi forse non sarà più valido domani». Sala ha posto l’accento, invece, sulla Carta di Milano, importante documento sul diritto al cibo che verrà presentato il 16 ottobre a Ban Ki-moon, segretario delle Nazioni Unite, quando verrà a Expo. Paolo Marchi ha poi sottolineato l’esigenza di dare continuità ai benefici creati da Expo e “forse - afferma il giornalista – è mancato un po’ di tempo prima per fare capire che cosa sia l’Expo”. Durante la serata, una signora è stata colpita da un lieve malore ed è stata soccorsa dalla Croce Rossa.

Serena Arbizzi

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