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universitÀ. la classifica del sole

Modena scende al 21º posto Boschini: «Male la ricerca»

Nella classifica generale, sulla base di un punteggio basato al 50% sulla didattica e al 50% sulla ricerca, Bologna arriva terza (era quarta un anno fa) e Modena esce dalla top 20, ventunesima, con...

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Nella classifica generale, sulla base di un punteggio basato al 50% sulla didattica e al 50% sulla ricerca, Bologna arriva terza (era quarta un anno fa) e Modena esce dalla top 20, ventunesima, con due posizioni in meno rispetto all’anno scorso. È quanto rileva per l’Emilia-Romagna la classifica 2015 delle università italiane, centrata sugli atenei statali ma allargata a quelli non statali, pubblicata ieri dal «Sole 24 Ore».

Classifica che penalizza Modena e per la quale il consigliere regionale del Pd Giuseppe Boschini ha una spiegazione: «Ci tiene a galla la ottima classifica “didattica”, dove siamo noni. Alta la percentuale di occupati e di stages, abbastanza bene anche le borse di studio, merito anche del diritto allo studio regionale. Male però quelli che falliscono al primo anno e devono reiscriversi. Va piuttosto male la classifica della “ricerca”: siamo fuori dal “top” nazionale per giudizi ottenuti sui prodotti di ricerca. Indietrissimo per valutazione della alta formazione, e soprattutto per capacità di attrazione delle risorse per i progetti di ricerca. Alta didattica, bassa ricerca, poca mobilità internazionale: in sintesi, non è che stiamo diventando una specie di grande liceo generalista? Una specie di prosecuzione del Muratori e del Tassoni, invece che un ateneo piccolo ma di alta qualità e specializzazione? Infine, preoccupa che città a noi vicine, simili a noi e quindi dirette competitrici nella battaglia per la innovazione e qualità del sistema produttivo siano molto più avanti di noi in classifica generale. Da ultimo, non siamo in testa agli indici di sostenibilità economica: 48esimi su 60... insomma una università apparentemente molto comoda, a misura del corpo docente. La città davvero dovrebbe fare il massimo per la propria università: più servizi, più accoglienza, più cura. Le dobbiamo volere molto bene, e anche per questo essere esigenti».

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