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Campagne a secco, boom di richieste per irrigazione

di Saverio Cioce
Campagne a secco, boom di richieste per irrigazione

Consorzi di bonifica sotto pressione per l’impennata di domande degli agricoltori Al call center Parmigiana-Moglia +30% delle prenotazioni per i prelievi dai canali

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La grande sete che da una settimana sta prosciugando le campagne sta mettendo a dura prova la resistenza delle piante da frutto e la possibilità stessa di un raccolto decente per le altre colture.

I sifoni d’acqua che appaiono e scompaiono tra i campi di mais sono la spia di quello che gli agronomi chiamano lo stress idrico e che per gli agricoltori rappresentano un costo aggiuntivo. Per chi vuole irrigare la stima prudenziale è di 120 euro a ettaro grazie alle forniture che arrivano dalle migliaia di canali di varie dimensioni e portata d’acqua che permettono di dissetare viti, piante da frutto e tra poco anche i campi d’erba medica.

«Dobbiamo resistere ancora due settimane - dice fiducioso Domenico Turazza, direttore del Consorzio Parmigiana Moglia che governa l’approvvigionamento dal Po e dal Secchia tra Modena e Reggio - Quando cominceranno i primi temporali la situazione tornerà verso la normalità. Per adesso dobbiamo gestire la fase più critica; tradizionalmente è quella che per noi coincide con le ultime due settimane di luglio e primi cinque, dieci giorni d’agosto. Il questi giorni registriamo un vero boom di richieste, direi più 30% nelle richieste che vengono lasciate nel nostro call center. Gli agricoltori lasciano il messaggio per prenotare le ore di irrigazione e poi vengono ricontattati quando l’acqua è disponibile, nei punti prefissati. Di solito l’attesa è di pochi giorni, ma dipende molto dalla disponibilità d’acqua dei fiumi e dalla vicinanza ai canali principali dei singoli poderi. I tempi in questi giorni si stanno dilatando, di parecchio perchè sono tutti in fila in attesa di poter prelevare acqua».

Per quasi metà della pianura modenese, da Carpi a Novi sino a Soliera i campi vengono irrigati dalle acque prelevate dal Po, il cui livello è precipitato con gli ultimi giorni di magra. Dalle grandi pompe idrauliche di Brescello vengono 40 mc al secondo, cioè 40 mila litri; sulla carta se ne potrebbero prelevare un terzo più; con i 37° fissi i motori sono a rischio di surriscaldamento. Quest’anno ci stiamo salvando per le piogge di giugno, che hanno rinvigorito laghi, fiumi e campagne. Ma adesso arriva il saldo, la bolletta estiva con il boom delle domande dell’ultimo minuto e i due fiumi maggiori in deficit di portata.

«Abbiamo per fortuna l’invaso di Castellarano che ci permette di guardare a questi giorni d’emergenza con un attimo di calma - conclude Turazza - Lì ci sono 800 mila metri cubi d’acqua a cui possiamo attingere in caso di bisogno. Già adesso sul Secchia effettuiamo i prelievi da una settimana all’altra privilegiando a turno una settimana i territori modenesi e un’altra volta quelli reggiani». Anche il Consorzio del Burana è sotto pressione per i prelievi da fiumi e canali e nei territori di loro competenza la situazione non è certo florida ma in questi giorni di difficoltà ognuno sta dando il meglio.

Tra i problemi collegati al caldo c’è anche la carenza di gasolio agricolo, erogato a prezzo agevolato e in proporzione alle esigenze delle aziende agricole. Con i trattori che vanno a pieno ritmo per prelevare l’acqua e irrigare pomodori, cocomeri, meloni, pomodori, barbabietole e uva, le scorte si riducono a vista d’occhio. «Speriamo in un’assegnazione supplementare da parte della Regione» auspica la Coldiretti di Modena.

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