Concordia sta con Casari: «Adesso è accanimento»
Mentre l’ex presidente di Cpl è stato scarcertato ed ora è ai domiciliari a Trento il paese dopo i nuovi sviluppi dell’inchiesta lo difende: «Ha dato solo lavoro»
CONCORDIA. Roberto Casari è ritornato agli arresti domiciliari a casa della sorella, avvertita direttamente dal carcere di Trento, dove l’ex presidente di Cpl era detenuto e aveva sostenuto l’interrogatorio di garanzia. L’ex numero uno del colosso cooperativo è stato quindi scarcerato dal penitenziario di Trento, dove era stato accompagnato il 3 luglio a seguito dell’ordinanza emessa dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli per i presunti rapporti con il clan dei Casalesi, legati alla metanizzazione dell’agroaversano. Dopo 17 giorni e dopo la richiesta dei suoi avvocati, tra cui il modenese Massimo Vellani, che avevano chiesto al tribunale del Riesame un alleggerimento della misura restrittiva, l'ex presidente di Cpl è così di nuovo ai domiciliari.
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Tre le argomentazioni da tenere in nota a questo punto: Casari ha già dimostrato di non essere incline alla fuga dopo il periodo già trascorso in Trentino; non può nemmeno inquinare le prove visto che i fatti contestati risalgono a diversi anni fa. Inoltre esiste un faldone di quasi 18mila pagine che l'ex presidente di Cpl dovrà esaminare con i suoi avvocati, per impostare la propria difesa e sarebbe difficoltoso fare questo dal carcere. I domiciliari arrivano tra l'altro quasi in contemporanea con la decisione assunta a larga maggioranza dai soci di Cpl,che in assemblea hanno deciso, su proposta del Cda e dopo aver consultato un legale, di chiedere i danni agli ex dirigenti i quali, da una parte hanno contrinuito al successo della coop, dall’altro l’hanno condotta in una situazione difficile, con l’esclusione dalla white list. Nonostante i guai, Roberto Casari continua ad essere un’istituzione a Concordia, un personaggio tanto rispettato, quanto difeso da chi abita vicino alla Cpl, ritenuta ancora un orgoglio per il territorio.
«Ho un figlio che lavora alla Cpl – afferma Claudio Caleffi – Se salta per aria la Cpl salta tutta Concordia e per il territorio sarà una brutta, bruttissima botta. Non ci penso neanche ad incolpare Casari. Per me è una brava persona. Inoltre, lui ora sta pagando, mentre ci sono talmente tanti delinquenti che circolano a piede libero, indisturbati: con loro come la mettiamo?».
Più scettico Armando Baraldi che si chiede se qualcuno, all’interno della Cpl, potesse non sapere che cosa stesse avvenendo sottobanco. «Possibile che qualcuno, all’interno del consiglio di amministrazione di una cooperativa così grande potesse non sapere che cosa si stava verificando dietro le apparenze? – commenta Baraldi – Casari era l’unico ad esserne a conoscenza?». Parla con il cuore in mano Giancarlo Musi. «Io sono un ex dipendente Cpl – aggiunge Musi – e soffro nel vedere quali sorti sono toccate alla cooperativa dove ho lavorato, una volta orgoglio di questa terra. Quello che è successo non è colpa di Casari: è colpa del sistema. Se non ti adegui sei fuori e non hai scelta».
Difende l’ex presidente di Cpl anche Mauro Gemelli. «Lui ha fatto del suo meglio per garantire i posti di lavoro – commenta Gemelli – poi forse non ha valutato la situazione al meglio, ma non voglio discutere la sua buona fede». Anche Isauro Borsari non ha dubbi e si schiera a favore di Casari. «Anche se dovessero essere accertate responsabilità – dice Borsari – di certo l’ex presidente di Cpl aveva in mente il benessere della cooperativa e dei suoi lavoratori. La prima cosa che mi è venuta in mente quando ho saputo quello che è finito nel mirino dell’autorità giudiziaria è stata: “lasciatelo stare”.
E se ha fatto quello che si ipotizza abbia fatto, è stato per dare da lavorare a tanta gente». Nessuna responsabilità per Casari nemmeno per Achille Zanini. «Speriamo che ci diano un taglio seriamente con tutto questo accanimento – conclude Zanini – le vere responsabilità sono di chi ci governa: dovrebbe cambiare prima qualcosa a Roma. Tutto questo accanimento nei confronti di Casari, verso una persona che ha fatto così tanto per questo territorio, non lo capisco».
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