Corsini: «Mef, il museo vincente»
Il neopresidente delinea le strategie per il Museo: «Insieme alla Ferrari verso traguardi internazionali»
Da ragazzino sognava di diventare un operaio della Ferrari e fabbricare quei bolidi rossi che ha sempre ammirato sfrecciare per le strade di Modena o nelle gare di Formula uno.
Poi la vita lo ha portato alla carriera da avvocato di prestigio nelle aule dei tribunali; eppure le Rosse e il nome Ferrari erano nel suo destino. Prima è diventato legale della famiglia Ferrari e ieri ha varcato la soglia del Mef - che da appassionato ha ammirato già numerose volte - in veste di presidente della Fondazione Ferrari.
L’avvocato Fabrizio Corsini, 47 anni milanese di nascita ma “modenesissimo”, ieri mattina era veramente felice mentre posava per le foto di rito nel primo giorno da presidente.
«Beh, un fatto inaspettato che mi riempie di orgoglio - esordisce - Spesso mi capita di girare il mondo per lavoro e mi rendo conto di come Ferrari, Pavarotti e ora lo stesso Bottura siano riconosciuti a livello mondiale e credo che questo aumenti la curiosità nei confronti di Modena e l’orgoglio di chi ama questa città che non ha eguali per eccellenze».
Il primo pensiero da presidente va ovviamente a chi lo ha scelto: «Ringrazio i soci e il cda che hanno riposto in me la loro fiducia e il Cda uscente a cominciare dalla presidente Mara Bernardini. Mi consegnano un Mef in ottima salute e con grandi prospettive, sempre più in crescita, a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto».
Corsini dimostra comunque di non voler dormire sugli allori: «Occorre lavorare per far sì che il lavoro sin qui compiuto si trasformi in trampolino per i prossimi obiettivi. Abbiamo importanti prospettive da cogliere, e sono quindi consapevole della responsabilità che mi è stata affidata e dell'importanza dell'incarico. Ma responsabilità e impegno si mettono volentieri per il Mef».
E qui Corsini svela il suo lato da ammiratore delle Rosse. Questo non è museo normale - spiega - È un museo dedicato a Enzo Ferrari, che vive della sua passione e della capacità di emozionare, ed è un museo dedicato da Modena a Enzo Ferrari, che raccoglie l’amore di tutta una città per questo mito. Non esiste un modenese che non ami Enzo Ferrari, e questo museo è il luogo ideale dove questa passione e questo amore si uniscono e si ritrovano. È per questo che il numero di visitatori cresce ogni anno, il museo deve saperli accogliere».
Quanto al futuro Corsini spiega che la strada tracciata è quella vincente «Il numero dei visitatori non è soltanto un numero, misura l’interesse e la passione, che vanno tenuti vivi e rafforzati attorno a questa splendida iniziativa - spiega - La sfida di oggi è quella di far crescere il Mef, ancora di più, in una dimensione nazionale e internazionale, insieme alle altre eccellenze del territorio. Ognuna di queste nostre eccellenze è unica, ne basterebbe una per rendere grande una città ma avendole tutte qui, viene naturale pensare, quale chiave di crescita, ad una strategia di promozione e valorizzazione che preveda un’interazione e un'integrazione stretta tra questi settori, in una dimensione sia culturale che turistica, con lo sguardo già rivolto oltre il periodo dell Expo»
E veniamo alle strategie, anche contabili del Mef. «Per potere investire ancora più risorse nella promozione, è importante raggiungere presto l'equilibrio di bilancio, ma ormai ci siamo, e la crescita delle presenze registrata nell'ultimo anno ci fa guardare al futuro con ottimismo - aggiunge Corsini - Oltre alle presenze, tengo a sottolineare che già da settembre sono previste nuove iniziative di promozione anche rispetto alle scuole ».
Un futuro promettente per il quale non manca un ringraziamento alla Ferrari «Non solo come socia, ma per quello che ha fatto e sta facendo per il Mef, perché la sinergia con Maranello, che vorrei sempre più forte, non è soltanto il fondamento portante dei brillanti risultati già raggiunti, ma anche la garanzia per raggiungere gli ulteriori, ambiziosi obiettivi futuri». (and.mar.)
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