«Ecco perché tigella e non crescentina»
I puristi della cultura culinaria, i cosiddetti esperti del settore, sentendo parlare di “tigelle”, e non di crescentine, a proposito del prodotto su cui si basa la crescita imprenditoriale del...
I puristi della cultura culinaria, i cosiddetti esperti del settore, sentendo parlare di “tigelle”, e non di crescentine, a proposito del prodotto su cui si basa la crescita imprenditoriale del marchio “Dispensa Emilia”, avranno storto la bocca, arricciato il naso o sparacchiato critiche velenose. Ma criticare e sottilizzare è un tipo di attività, fare impresa con successo è cosa di altro genere ed ecco allora la risposta convinta di Alfiero Fucelli, Ad Dispensa Emilia: «Su tigella o crescentina - dice Fucelli - potrei scrivere un trattato. È ovvio che è stato uno dei nostri motivi di analisi quando nel 2004 ci siamo lanciati. Ma la risposta è stata facile. Se io a Bologna chiedo una crescentina, che sarebbe il nome corretto del prodotto, mi offrono gnocco fritto o qualcosa del genere. Noi avevamo bisogno di un nome identificativo anche al di fuori di Modena e in altre realtà. E allora tigelle per tutti». Anche per i puristi.
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