Il “Venturi” piange Anna Rovacchi
Ex docente di italiano, trasmetteva il suo amore per l’arte e letteratura agli studenti: «Ha lasciato un segno indelebile»
È morta a 47 anni per un’improvvisa sbandata della sua auto in una strada di campagna a Montecavolo di Quattro Castella, nell’Appennino reggiano, ma Anna Rovacchi ha lasciato un segno profondo a Modena su decine di studenti, sui collegi insegnanti e sugli amici. Non era un’ordinaria professoressa di lettere, Anna: era appassionata di letteratura e teatro, una doppiatrice di film e anche una organizzatrice e animatrice instancabile del laboratorio teatrale del liceo artistico Venturi, dove ha insegnato per un decennio.
La notizia della sua morte è circolata in poche ore per Modena, anche se Anna abitava da un anno e mezzo a Montecchio. Era stata una decisione legata alla seconda maternità. Aveva deciso di lasciare, seppure a malincuore, Modena e i suoi studenti per cercare un ambiente diverso dove crescere i tre figli con il marito, l’architetto Marco Denti.
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«Eravamo rimaste in contatto anche dopo che aveva lasciato il Venturi - spiega Antonella Battilani, docente del liceo e nota illustratrice - dopo che aveva avuto l’ultimo figlio si era trasferita in montagna ma restava tutto quello che aveva fatto per il Venturi. La sua era un’incredibile attività culturale che trasmetteva energia e amore per il teatro e la letteratura. La ricorderò per la sua splendida voce».
Anna aveva organizzato il Laboratorio teatrale dal quale decine di studenti erano passati incarnando personaggi di grandi autori, attività fatta con serietà e massima adesione al lato artistico, che Anna condivideva con il regista Daniele Paganelli: «Riusciva a coinvolgere gli studenti in modo incredibile - spiega Paganelli - era andata via da un anno e mezzo ma aveva lasciato un segno indelebile. Solo oggi ho ricevuto decine di messaggi da studenti sconvolti e in lutto. Anna non era una semplice insegnante di lettere, il suo insegnamento è arrivato fuori dalla scuola e si vede adesso».
I contatti con Modena erano continuati, anche se più distaccati, e Anna aveva mantenuto alcune amicizie forti. Una era quella con Rita Tocco, imprenditrice modenese. Si erano conosciute perché un figlio era stato studente di Anna: i contatti tra genitore e docente erano trasformati col tempo in solida amicizia. «Era così appassionata per la sua attività che io stessa ho cercato di raccogliere fondi, con la mia attività, per aiutare il Laboratorio del Venturi - spiega Rita - fondi che servivano per i suoi progetti. Poi ci siamo frequentate a lungo. Anna era una donna piena di vita, una donna di grande cultura. È una grave perdita per tutti quelli che l’hanno conosciuta».
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