Legami tra Ralenti e Baglio In aula nuove rivelazioni
Serramazzoni. Altra udienza fiume nell’ambito del processo sugli appalti Emerse nuove intercettazioni, incontri al bar e la questione degli incendi dolosi
SERRAMAZZONI. Altra udienza fiume ieri nell'ambito del processo sugli appalti di Serramazzoni che ha portato nel maggio 2011 al blitz della Finanza in municipio e agli arresti dell'operazione Teseo, con l'allarme 'ndrangheta. Davanti a un pubblico con una nutrita rappresentanza di Libera (oltre al presidio di Serra c'erano quelli di Carpi e Castelfranco), è proseguito l'esame dei testi del pm Claudia Natalini, da cui sono emersi molteplici risvolti dell'inchiesta che ha segnato di più il paese, con una decina di indagati tra cui l'ex sindaco Luigi Ralenti e l'ex soggiornante obbligato Rocco Antonio Baglio, tanto che il Comune si è costituito parte civile con l'avvocato Pina Di Credico. Il maresciallo dei carabinieri Antonio Monteleone ha riferito delle indagini partite in ottobre 2009 su tre appalti in particolare: la ristrutturazione del campo sportivo da 1,7 milioni, l'intervento da 39mila euro sulle scuole elementari di Selva e 195mila euro relativi al polo scolastico B. Lavori che finirono a una ditta calabrese, la Restauro e Costruzioni, e subappaltati alla Unione Group riconducibile alla famiglia Baglio. Indagando sui suoi legami con gli amministratori, il maresciallo ha riferito di un incontro al bar del 12 maggio 2010 tra Michele Baglio (figlio di Rocco Antonio e direttore dei lavori allo stadio) e Ralenti, che gli avrebbe detto «dopo vieni su» in riferimento all'ufficio in municipio. Poi ha parlato di un successivo incontro tra Ralenti e Rocco Antonio Baglio del 26 agosto 2010 ai tavolini di un altro bar. E ha quindi introdotto la questione degli incendi nella casa dell'ex calciatore del Modena Giordano Galli Gibertini (nella zona isolata di via Valle Olio), poi approfondita dal maresciallo della Finanza Gerardo Zagaroli, che ha deposto per più di tre ore. Ha ricordato che l'indagine è partita da un'informativa della Dia di Perugia sul primo incendio del 28 novembre 2009 a casa di Gibertini, in un contesto allarmante per gli episodi sul territorio: ci furono incendi anche al residence Paradiso di via Brenta (il 26 novembre), allo stadio (sempre il 28), alla palestra geodetica (30-31 dicembre) e poi tra il 22 e il 23 luglio 2010 di nuovo a casa Gibertini. Riguardo al primo episodio ai danni dell'ex calciatore, il maresciallo ha ricostruito la dinamica di intercettazioni e rilevazioni satellitari che ha permesso alla Finanza di individuare Rocco Baglio e Salvatore Guarna salire quella notte a Serramazzoni a bordo dell'auto guidata da Marcello Limongelli con conversazioni su ciò che c'era da predisporre per il fuoco e anche un riferimento a Ralenti: «Questo ce l'ha sotto per 400 milioni di lire» si sente dire in riferimento a Gibertini, che voleva riavere i soldi dal sindaco. Venne quindi appiccato il fuoco al portone della villa, con l'ausilio di fiaccole segnaletiche come quelle ritrovate poi nel magazzino edilizio di Guarna. E di nuovo si è tornato su Ralenti in chiusura, su richiesta del suo avvocato Luca Scaglione, che ha chiesto di circoscrivere il periodo in cui fu sottoposto a intercettazioni «dal 16 marzo al 30 maggio 2011»; ha risposto il maresciallo, spiegando che furono utili solo quelle telefoniche: «La microspia messa in municipio non registrò niente – ha precisato – perché per 50 giorni non si recò nel suo ufficio».
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