MaTa: la cultura trasloca alla Manifattura
Eventi negli spazi presi in affitto. Si parte con la mostra Bottura-Mazzoli, e venerdì arriva Milazzo
Si chiamerà “Mata” il nuovo spazio culturale da 500 metri quadrati in viale Monte Kosica (negli spazi affittati per 6 anni a 50 mila euro l’anno), che sarà inaugurato il 18 settembre, nell'ambito del festival filosofia, proprio con la mostra d'arte contemporanea “Il manichino della storia”.
Il curatore dell'esposizione, Richard Milazzo, presenterà venerdì, insieme col sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l'assessore alla cultura Gianpietro Cavazza, il progetto della mostra.
All'incontro, che si svolgerà nella sala del consiglio comunale dalle 15.30, sono stati invitati i rappresentanti degli istituti culturali e i partecipanti (associazioni e sindacati) al “Tavolo della crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”.
La nuova ragione sociale dello spazio condensa dunque in due sillabe il riferimento all'area, l'ex Manifattura tabacchi.
Il simbolo grafico, realizzato dall'agenzia Intersezione, associa alle lettere che compongono la sigla una stilizzazione della ciminiera al centro del complesso recuperato che ospita la nuova sede espositiva, e ne diventa così il simbolo visivo. Nella versione estesa del marchio è presente la dicitura per intero della struttura con indicazione della città: mata, “Manifattura tabacchi modena”.
Al “Mata”, in attesa del nuovo polo Culturale all'ex s. Agostino bloccato dai ricorsi, il Comune assicura in una nota che «troveranno spazio eventi culturali di grande respiro, con un'attenzione particolare a artisti e personalità della cultura e della società modenese divenuti protagonisti nel mondo». Il luogo si presta, inoltre, a dare «ulteriori opportunità agli istituti culturali che progettano eventi con necessità di spazi adeguati per allestimenti e fruizione, e un'occasione per mettere in campo sinergie e collaborazioni fra enti e istituzioni diverse».
Proprio la location alla ex Manifattura è stato uno degli aspetti presi di mira in queste settimane da critici dell’operazione e opposizioni in Consiglio, che hanno ricordato come alla base della riqualificazione ci siano state anche le coop rosse: visto il “deserto” che regna tuttora nell'area, è stato il ritornello delle minoranze in Consiglio comunale smentito dal sindaco, affittare gli spazi a carico del Comune rappresenta un bel favore agli investitori.
L'amministrazione comunale intanto procede e evidenzia, a proposito del “Manichino della storia”, il progetto ideato dallo chef Massimo Bottura e dal gallerista Emilio Mazzoli, che «interroga la natura dell'arte e il suo rapporto con la critica e la cultura, attraverso un percorso tra 90 opere di 48 artisti protagonisti della scena internazionale degli ultimi decenni, provenienti da collezioni private».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
