Gazzetta di Modena

Modena

“Nonni stalker” condannati a 4 mesi

di Carlo Gregori

Ma il giudice fa scadere la pesante accusa in molestie. La rabbia dell’anziana insieme con gli amici: «Andrò in appello»

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Condannati i cosiddetti “nonni stalker”, la coppia di settantenni sassolesi che la figlia 43enne e il suo compagno avevano denunciato e portato fino in aula per i loro tentativi ossessivi di vedere i nipotini. Il caso giudiziario, unico nel suo genere in Italia, si è concluso ieri alle 14.30 con la lettura della sentenza del giudice Franceco Cermaria: due mesi di carcere, pena sospesa, per Libero e Franca, risarcimento da stabilire in sede civile e nessuna provvisionale. La condanna contiene una novità del tutto inattesa: l’accusa di stalking che ha accompagnato questo tormentato e clamoroso processo è stata derubricata in molestie continuate. Non solo: il giudice ha riconosciuto la prescrizione per tutti gli episodi dal marzo al giugno 2010; validi invece quelli fino al 2012. La lettura della sentenza ha lasciato stupiti gli imputati e il gruppo di loro amici che hanno seguito ogni udienza. «Non è giustizia, questa - ha esclamato Franca, affiancata dal suo avvocato Carmen Pisanello - sono accuse senza riscontri. Andremo sicuramente in appello». La parte civile, assistita dall’avvocato Duccio Cerfogli, non era in aula: figlia e compagno sono rimasti nella loro casa nel Reggiano, lontano da quei genitori che ritengono importuni e persecutori.

E la sentenza, come va letta? In attesa delle motivazioni, risulta evidente che il reato è passato da stalking a molestie perché il giudice ha tratto conseguenze rigorose dalla massa davvero enorme di fatti ed episodi rievocati arrivando alla conclusione che non si trattava di un caso di stalking. Almeno, non rientra né nel dettato della Cassazione e della Corte Costituzionale né in tutta la casistica raccolta dai legislatori (i cosiddetti “lavori preparatori”) quando il Parlamento ha ideato e poi scritto la nuova legge sullo stalking: non era certo stalking per l’incolumità fisica perché i due nonni sono stati dipinti come seccatori e importuni ma mai come aggressori; il cambio di abitazione è stato fatto, e la figlia ha detto che era conseguente alla volontà di non vederli mai più, ma poi è risultato che il trasloco era meditato fin dal 2007, Infine, il grave stato di ansia non pare sufficiente a sconigurare lo stalking. L’ansia c’era, ma lo stalking è altro, pare di intendere nella sentenza del giudice, mentre questo è un caso di molestie protratte per anni. Il giudice ha concesso anche le attenuanti, sicuramente tenendo conto del fatto che ai due nonni era precluso il contato con i nipotini, soprattutto dopo la decisione del Tribunale dei minori, ma pur avendone in qualche modo diritto, come hanno ribadito la Corte suprema e la Corte europea. L’amore per i nipoti non giustifica comunque per l’ossessione di vederli alimentata dai gravissimi screzi in famiglia con la figlia. Di qui la sentenza che ora sarà appellata, anche se il caso si avvia verso la prescrizione.

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