Scout modenesi alle “olimpiadi”
In otto saranno tra i protagonisti in Giappone al Jamoboree con esploratori e guide da tutto il mondo
MODENA. «Un viaggio alla scoperta di noi stessi». Da martedì prossimo a sabato 8 agosto una delegazione scout modenese sarà in Giappone per il 23° Jamboree. Una festa internazionale che, come le Olimpiadi, ricorre ogni quattro anni e raduna esploratori e guide da tutto il mondo. Quest’anno a Kirara-hama (Yamaguchi) ce ne saranno circa 32.300 da 144 Paesi, di cui 800 dall’Italia. Otto partiranno da Modena e provincia.
Ai cittadini Ilaria Cherchi (Modena 3), Dante Borghi e Filippo Pasculli (Modena 4) vanno aggiunti Elisa De Santis (Nonantola 1), Noemi Guagnano e Alice Pellegrino (Bomporto 1), Anna Prandini (Spilamberto 1) e Lorenzo Carbonella (Vignola 1).
«Per noi è un’occasione unica - racconta Ilaria, sedici anni, studentessa del Muratori - siamo fortunati perché non tutti hanno la possibilità di partecipare». La prima manifestazione dei seguaci di Baden Powell si tenne nel Regno Unito 85 anni fa. Nel 1971 una prima tappa in Giappone. La “marmellata di ragazzi” del 2015 si presenta più multitasking che mai. Una sintesi tra i valori tradizionali insegnati da B. P. e le nuove tecnologie. Tra i temi l’alimentazione, la scienza, la fede. La selezione è stata ardua. «Ci siamo iscritti online - riprende la giovane - aggiungendo le referenze fornite dai nostri capi. L’anno scorso siamo stati segnalati, la comunicazione c’è giunta verso maggio o giugno». L’idea di partire elettrizza Ilaria come gli altri. «Andremo a stare 17 giorni dall’altra parte del mondo! - commenta la ragazza - Per i primi due giorni saremo ospiti nelle case di alcune famiglie a Kyoto, poi ci sposteremo in bus verso il campo di Yamaguchi (circa 500 chilometri), in cui dormiremo in tenda. I capi ci hanno spiegato alcuni aspetti fondamentali della lingua come le presentazioni e i saluti». Tra gli spazi multimediali anche un blog, per cui Ilaria ha ricevuto l’incarico di scrivere come giornalista.
Un sogno nel cassetto? «A me piacerebbe molto, non mi aspettavo che i capi me lo proponessero. È stata una sorpresa molto bella. Avevo fatto la giornalista ai lupetti, nel reparto purtroppo non c’è la specialità, ma ho quella di fotografa». Negli incontri di preparazione, tra ottobre e giugno, ce n’è stato anche uno per lei speciale. «C’è stato un corso di quattro giorni a Milano - racconta Ilaria - alla scuola di giornalismo della Cattolica. Per me è stata un’esperienza bellissima, quando sono tornata i miei amici non mi credevano». Le lingue ufficiali sono l’inglese e il giapponese. Alcuni scout saranno guide da campo per le migliaia di turisti in visita alla base internazionale. Venti i reparti portati dal nostro Paese. Ilaria e gli altri modenesi saranno sotto il vessillo di Federico Fellini. Con loro scout di Piacenza, Parma, Reggio e (in parte) Bologna. Saranno diciassette quelli dell’Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) e tre del Cngei (Corpo nazionale giovani esploratori ed esploratrici italiani).
«Fare gli scout è un’esperienza fantastica - conclude Ilaria - ma credo che il Jamboree ci darà molto di più».
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