Ex Ferrari di Ickx venduta due volte a Carpi: a processo ex patron di Kerself
L’ex patron della Kerself è imputato in tribunale a Modena per truffa e appropriazione indebita per la vicenda di una Ferrari 365 Gt4 Bb appartenuta al campione di F1 Jacky Ickx: l'ha venduta a un commerciante viennese che ha versato 149mila euro senza ricevere l'auto e anzi scoprendo che era già stata ceduta a un altro
CARPI. L’ex patron della Kerself, l’azienda “green” di Correggio per anni quotata in Borsa e poi travolta da un crac, è imputato per truffa e appropriazione indebita per la vicenda di una Ferrari gialla anni Settanta appartenuta a Jacky Ickx. Parte civile è un importante commerciante di auto di lusso di Vienna che sostiene di essere stato truffato per 143mila euro: i soldi erano stati versati ma l’auto non arrivava mai perché era stata venduta a un altro. Ieri si è tenuta la prima udienza davanti al giudice monocratico di Modena. Imputato è Pier Angelo Masselli, ex patron di Kerself, residente a Rio Saliceto. Al centro del processo una splendida Ferrari 365 Gt4 Bb gialla, un tempo appartenuta di Ickx e usata come pole car a Montecarlo nel 1975.
La vicenda - secondo il commerciante viennese assistito dall’avvocato Roberto Chiossi - è nata nell’aprile 2013 quando Masselli lo contatta per proporgli la vendita quella rara Ferrari per 143mila euro. Il viennese scende fino a Carpi e in via Marx e in un capannone i due si incontrano per definire l’affare e la stipula del contratto. Ma il viennese non riesce e a vedere l’auto perché, sosteneva, Masselli, era fuori per le certificazioni in una ditta specializzata modenese. Il viennese versa lo stesso 30mila di anticipo con un bonifico fatto tre giorni dopo e poi paga 90mila e il saldo di 3 mila euro. Ma l’auto non arriva. Masselli spiega che è ancora a fare controlli a Maranello e Fiorano. Poi a fine maggio arriva un sms nel quale l’ex patron di Kerself spiega che gliela consegnerà a Salisburgo. Ma tutto viene poi rinviato a settembre finché l’austriaco va da un collega francese a Montecarlo e gli fa telefonare in viva voce a Masselli. E Masselli, secondo la vittima, dice che l’auto è già venduta, ma a un altro... Non solo: l’auto non è originale, è parzialmente falsa.
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