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l’accusa era di molestie

Il legale dei nonni condannati: «Siamo pronti a fare appello»

Il legale dei nonni condannati: «Siamo pronti a fare appello»

Sono pronti a fare appello i nonni condannati per il reato di molestie continuate ai danni di figlia e genero. Sono determinati a una riforma delle accuse, dopo la derubricazione del primo reato a...

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Sono pronti a fare appello i nonni condannati per il reato di molestie continuate ai danni di figlia e genero. Sono determinati a una riforma delle accuse, dopo la derubricazione del primo reato a loro contestato, quello di stalking. È una storia dolorosa quella finita sui banchi del tribunale e che contrappone pezzi della stessa famiglia, frantumati ormai tanto tempo fa. E finiti a distanze che sembrano incolmabili. Da una parte ci sono una donna e il compagno, genitori di due figli ancora piccoli, che accusano gli anziani genitori di lei di essere veri e propri per persecutori. Dall’altra, i due coniugi che da anni non possono vedere i nipotini - uno non lo hanno mai conosciuto - che non riescono ancora a credere di essere stati portati sino in tribunale. «Gli episodi contestati si contano sulle dita di una mano - spiega l’avvocato Carmen Pisanello, che difende marito e moglie - Tre lettere in due anni della donna rivolte alla figlia e due del nonno, in cui si chiede una riconciliazione. Il nonno ha incontrato due volte per caso la figlia e altre due volte era andata a cercarla e li aveva seguiti per sapere dove si trasferivano dopo che lasciavano la casa accanto a loro. Quello che volevano ottenere è un diritto di visita, non mettevano certo in discussioni le capacità genitoriali della figlia e del compagno».

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