Bper-Veneto Banca, avanti verso la fusione
L’ingresso a Piazza Affari potrà essere decisivo per l’aggregazione con Modena. A Montebelluna aumento di capitale
Passi ulteriori da parte di Bper e Veneto Banca non solo verso la trasformazione forzosa in società per azioni ma soprattutto verso la possibile aggregazione fra le due banche.
Da Montebelluna, sede dell’istituto di credito veneto, arrivano segnali in questo senso e anche Il Sole 24 Ore ieri si è espresso chiaramente sull’argomento. Il Cda di Veneto Banca ha deciso di avviare l’iter per la quotazione in Borsa e questa scelta potrà avere un peso determinante per sbloccare le trattative preliminari in atto con Bper verso l’aggregazione fra i due istituti.
Dalla sede modenese di via San Carlo non è mai stato nascosto che la mancata quotazione in Borsa costituiva un limite significativo perché è ovvio che la valutazione delle azioni di una banca quotata a Piazza Affari, quale è Bper, ha una credibilità enormemente diversa rispetto quella di chi in Borsa non è mai entrato.
Ora Veneto Banca ha deciso di compiere questo passo, che si accompagna anche alla delibera che potrà portare a un aumento di capitale stimato tra i 600 e gli 800 milioni di euro. Entro pochi mesi Veneto Banca entrerà in Borsa, le sue azioni avranno una valutazione molto più realistica ed è intuitivo che questa novità aprirà la strada per incontri molto più concreti con i vertici di Bper e le trattative saranno facilitate in misura consistente.
Su questo punto un organo d’informazione autorevole come Il Sole 24 Ore sostiene che «entrare nel mercato azionario renderebbe più agevole l’integrazione con un altro istituto quotato» e sul tema il quotidiano economico definisce Bper «interlocutore da qualche tempo privilegiato di Veneto Banca».
E aggiunge: «Gli stessi vertici di Bper avevano ribadito qualche settimana fa che l’eccesso di divario fra tra le valutazioni delle due banche continuava ad essere un elemento di criticità, ma che restava in piedi l’ipotesi di un consolidamento della popolare dell’Emilia Romagna verso il Veneto».
Parallelamente all’aumento di capitale imminente, per sostenere il rafforzamento patrimoniale della banca trevigiana è sorta un’associazione di imprenditori, fra cui Luca Ferrarini dell’azienda alimentare emiliana, con l’obiettivo di raggiungere il 15 per cento del capitale per preservare le caratteristiche di banca capace di sostenere le imprese del territorio. Al tempo stesso l’advisor Rothschild è operativo nel lavoro necessario per assecondare la banca nelle importanti scelte più imminenti, a partire dalla possibile aggregazione. Veneto Banca ha confermato di essere impegnata anche nella riorganizzazione sia del management sia dei vertici dirigenziali. È presumibile che in tempi brevi queste novità possano agevolare i prossimi incontri fra i rappresentanti delle due banche per continuare il percorso che dovrà condurre alla fusione.
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