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I ciclisti insorgono contro il Comune: dateci le rastrelliere

di Gabriele Farina
I ciclisti insorgono contro il Comune: dateci le rastrelliere

Un coro di proteste contro le rimozioni e le altre misure «Rubano ovunque, siamo costretti a ricorrere ai pali»

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«Per le bici misure eccessive, i problemi di Modena sono altri». Sono perlopiù critici i cittadini sulla campagna informativa promossa ieri dalla polizia municipale. Un’iniziativa che riguarda i comportamenti indicati come corretti dal Codice della strada per le “due ruote”, equiparate ai veicoli. Ecco allora che le bici “possono essere rimosse e spostate in deposito (in via del Murazzo)” - si legge sul sito del Comune - se legate ad arredi urbani, se ostruiscono il passaggio fuori dalle rastrelliere in luoghi molto frequentati e se addossate a edifici artistici e monumentali, portici inclusi.

«Non ho parole - esordisce Tilde Arcaleni - spesso le rubano. Magari uno pensa che l’abbiano rubata, poi l’ha presa il Comune». «Le rastrelliere non ci sono dappertutto - spiega Claudio Lupi - ci sono altri problemi. La lascio spesso accanto a un palo. Il regolamento è forse molto rigido, anche se in certi casi utile». Per qualcuno non è stata rispettata la “consecutio temporum”. «Forse dovevano fare il contrario - suggerisce Simona Panzani - prima mettere le rastrelliere per tutti, poi fare le multe. Ce ne sono quattro in via Berengario, quando c’è il mercato lunedì come si fa?Lo stesso per la biblioteca. Magari chiudessero il centro storico alle macchine. A Trento prima non c’era l’abitudine delle bici, poi sono aumentati gli studenti e sono decuplicate le rastrelliere». C’è anche chi trasforma le proteste in proposte.

«Ci sono tanti altri problemi d’affrontare - sostiene Miriam Musani - se le bici le usassero tutti e le poggiassero ovunque sarebbe bello. Mi sembra che le persone che usano l’auto siano più maleducate di quelle che utilizzano la bici. Sarebbe ora ci fossero meno macchine: sarebbe una città più intelligente». «Queste regole mi sembrano un po’ eccessive - aggiunge Silvia Pucci - va bene per i monumenti, ma per il resto… Ci sono altri problemi seri. Servirebbero più politiche per le bici. A Modena c’è abbastanza movida, servirebbe che lasciassero fare più fare eventi notturni». «Giusto per un monumento - ribadisce Anna Seu - ma per un palo è eccessivo. Dovrebbero fare più rastrelliere e anche piste ciclabili: ci sono tratti in cui non ci sono». C’è chi ha salutato la notizia quasi con rassegnazione. «Fanno come una macchina - afferma Teresa Borges - non credo sia giusto, però se non posso metterla in certi posti non la metto. È strano, ma è una regola». Infine, c’è chi va controcorrente. «Sono pienamente d’accordo - conclude Roberto Pregnolato, ex massaggiatore di Marco Pantani - le bici buttate alla selvaggia non sono belle, non è educativo per nessuno. I “ferrettini” non sono belli, ma sfruttiamoli. Perché mettere le bici davanti ai muri o alle chiese? Al Comune segnalo che ci sono tre pali davanti al duomo pieni d’erba. Servirebbero più rastrelliere e più staccate tra loro».

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