Philippe Daverio: «La mia Modena, un gioiello dimenticato»
Il critico: il più grande artista? Enzo Ferrari. E il vero museo della città è il Duomo, un capolavoro d'arte e di civiltà
Come è nato Philippe Daverio critico e storico dell'arte? Se ci sono, quali i critici e storici di riferimento?
«Boh! Il mio maestro principale è stata la Provvidenza. Poi, non sappiamo mica come andrà a finire. Speriamo in bene. Ma non si sa mai».
«Desidero sottolineare che sono nato in Alsazia. Non ho mai avuto una lezione di lingua italiana. L'ho imparata per strada. Tra l'altro sono stato Assessore al Comune di Milano. Lì sì che si impara la retorica. Si impara la tecnica (o l'arte) di farsi seguire da chi è distratto. Sono uno del ’68. Ero un bocconiano, ma non sono uno storico dell'arte deformato da maestri come Roberto Longhi. E i longhiani sono quasi incomprensibili».
Se dovesse fare un museo ideale, ma necessariamente concreto, che rappresenti Modena, quali artisti, artigiani, quali opere vi inserirebbe?
«Modena non è al centro delle arti. È un crocevia. Grandi artisti modenesi, se si escludono Prampolini e Reggiani, non ne conosciamo. Ma artisti emiliani sì. Sono due cose diverse: Modena è stata il grande luogo degli Este. Su questo dobbiamo fare un ragionamento. E da questo partire. La recentissima riapertura della rinnovata Galleria Estense ci conferma la portata delle arti a Modena, soprattutto per merito dei suoi duchi. Artisti veri dell'oggi, a Modena, si chiamano... Enzo Ferrari. È lui più noto nell'area modenese di quanto sia Giorgio Morandi nell'area bolognese. E per quanto riguarda il museo ideale, Modena ha già la Cattedrale, come insuperabile museo d'arte e di civiltà. Non è mica male. La parte museale del Duomo è di una forza poetica irripetibile».
Da alcuni anni, lei ha una organica e intensa frequentazione con Modena e provincia. Cosa rappresenta Modena per lei?
«Modena è un gioiello dimenticato. Ma questo non è colpa di Modena. È colpa dell'Italia che premia solo quattro-cinque città su una rete più articolata. Alcuni anni fa il Touring Club Italiano ha provato a presentare-promuovere e valorizzare le cosiddette città minori, tra cui anche Modena. Ma non se ne è fatto nulla. Bisogna perdonarli gli italiani: hanno fatto un referendum per chiudere il Ministero del Turismo. Segno che è un argomento che non interessa».
Modena e il mercato d'arte. Per decenni, ha avuto una felice tradizione nelle mostre d'arte in sedi pubbliche e in vivaci gallerie private. Quale è la situazione, oggi?
«Adesso, c'è solo Mazzoli. È bravo, Mazzoli. Si occupa di un settore specifico, la Transavanguardia. Ma è bravo. Ma l'Italia ha perso la corsa. Milano non è mica meglio. Lo Stato italiano stesso ha abdicato, da oltre vent'anni, anche con la Biennale di Venezia. Da oltre vent’anni è in mano agli americani: facciamo propaganda a loro, al loro mercato, che è diverso dal nostro».
A cosa serve la pittura? Ai commercianti d'arte? Ai musei? Ai tanti collezionisti privati, che desiderano stimolare la loro vanità?
«È un dibattito aperto da molto tempo. In teoria dovrebbe essere l'area avanzata di sperimentazione visiva. L'area avanzata che, una volta, muoveva tutte le altre sperimentazioni visive. Adesso le altre hanno la loro autonomia. La pittura, oggi, non serve più a nessuno. Ai collezionisti meno che mai. Servono quaranta artisti noti per gli affari. Ma la parte di ricerca è abbandonata».
A che cosa serve la moda?
«Intanto la moda è una industria. Quindi serve ad un'area di lavoro da prendere in considerazione. È un segnale del gusto. È un modo di essere. Ed è segnale di trasformazione, di rinnovamento del gusto. Arte e moda incrociano spesso il loro destino, possono rappresentare un ritorno alle origini ma guardando al futuro».
Quali i rapporti tra arte e fotografia, che a Modena, dal Fondo originario di Franco Fontana è via via diventata sempre più importante con la Fondazione Fotografia?
«La macchina fotografica come la macchina per scrivere o il computer, è una macchina. Poi se uno è un artista può scrivere un poema, se è un ragioniere può scrivere il conto. Non cambia niente. Non è lo strumento che definisce la sensibilità, ma è la sensibilità che si esprime tramite lo strumento. E la sensibilità è stimolata da due cose: dal talento umano e dalle condizioni storiche. Su quella attuale è meglio sorvolare».
È l'anno di Expo dedicato al cibo. A Modena il gallerista Mazzoli e lo chef e collezionista Massimo Bottura propongono una grande mostra all'insegna della Transavanguardia. Cosa ne dice?
«La Transavanguardia è un prodotto della cucina. Non c'è dubbio. Nel bene e nel male. Ma è un prodotto storico. Solo che oggi è un prodotto storico che non ha fatto germinare niente. È un'operazione di mercato. Se calcoli i prezzi, ti accorgi che quello che, vent’anni fa, poteva valere 200.000 oggi vale 100.000, al massimo. Invece le intenzioni puntavano a raggiungere e quotare 5 milioni di dollari. Ma non è ancora successo. Perché l'America che comanda, ha preso un'altra strada. I vari Chia o Cucchi sono ininfluenti».
Secondo Lei, la cultura rende? Pare che i francesi, per ogni euro investito in cultura, ne ricavino nove. Quindi rende! Cosa fare a Modena?
«La cultura rende intelligenti, non rende soldi».
Modena è caratterizzata dal gusto per lo scherzo, per la satira e l'umorismo, ma anche da scrittori cosiddetti “lunari” caratterizzati da un filone di follia, da pittori “contadini-montanari” come Guido Cavani e il suo “Zebio Cotal” o come Gino Covili presentato, negli anni 60, come naif. Cosa è l'arte naif in Italia. Chi sono gli artisti più rappresentativi?
«Non saprei veramente. Non saprei. Gli artisti più rappresentativi in Italia sono Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Questi sì che sono due grandi artisti. Ed è per loro che verrà ricordata l'epoca che stiamo vivendo».
Le ex Fonderie potrebbero rappresentare un valido recupero industriale di grande valore, così come l’ex Amcm. Come recuperare queste storiche testimonianze di civiltà industriale?
«Si possono recuperare se gli si trova un destino. Se no, sono dei denti morti. Questi progetti nascono quando le comunità hanno una prospettiva, funzionano quando le società hanno prospettive. Per esempio se a Roma esiste ed opera l'“Auditorium della Musica”, non vedo perché le ex Fonderie non possano diventare la “Città della Musica” con il Conservatorio Vecchi-Tonelli e le scuole di perfezionamento di Mirella Freni, Rajna Kabaivanska e Luciano Pavarotti. Mi immagino Modena tra vent'anni. Provo a chiedere a uno se e come si immagina Modena fra vent'anni, nessuno lo sa, nessuno mi risponde».
Modena, da decenni, è caratterizzata dalle buone intenzioni cui non seguono le relative realizzazioni. Mi riferisco ai progetti di Frank Gehry e Mario Botta in particolare. Ora continua la polemica sul progetto realizzato dallo studio di Gae Aulenti per il Polo Culturale di Sant'Agostino. Cosa ne pensa?
«Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Solo in Italia si fa prima l'edificio e poi, dopo, gli si cerca un destino».
Il nostro territorio è stato duramente colpito, negli ultimi anni, dal terremoto e da inondazioni. La gente, come solito, si è rimboccata le maniche ed è ripartita a lavorare. Una domanda: ricostruire, ma come? Conservare, abbattere o ricostruire?
«Il terremoto avrebbe potuto essere, come è avvenuto nel Friuli, una grande opportunità nella ricostruzione, usando il trauma come momento di riflessione circa le brutture che, nell'ultimo mezzo secolo, hanno alterato l'Emilia. Si poteva togliere un po' di alluminio anodizzato e ridisegnare anche alcuni edifici, che erano in distonia con la storia».
Il Futurismo, tra gli altri meriti, ha scoperto-rilanciato l'importanza della pubblicità. Cosa è la pubblicità? È arte, artigianato o comunicazione?
«Come dicono i francesi, la pubblicità è l'anima del commercio. In inglese si dice advertising: è un avvertimento, è voler far sapere che le cose esistono. Poi serve anche a convincere. Di fatto, la pubblicità l'ha inventata Elena, la mamma di Costantino, quando gli disse “in hoc signo vinces”».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

