«Open.co, una newco per non chiudere»
La proposta del vicepresidente Erio Cavazzoni, che in alternativa punta su una coop di servizi
Una newco, cioè una nuova impresa che permetta di proseguire l’attività, oppure la creazione di una cooperativa di servizi che esegua, attraverso gli addetti Open.co tutte le mansioni che ora sono affidati esternamente.
Queste le due alternative che traccia Erio Cavazzoni, vice presidente di Open. co, il soggetto nato un anno fa dalla fusione di Coop Legno e della reggiana Cormo. Open.co ha deciso di chiedere il concordato preventivo dopo che il processo di riorganizzazione che coinvolge anche la ferrarese Lavoranti Legno non è andato in porto. Processo di riorganizzazione che rimane tuttavia una delle opzioni possibili per tentare di salvare gli oltre 500 posti di lavori messi a rischio, tra Open. co e la Lavoranti Legno. «La partita non è ancora persa – spiega Cavazzoni – all’orizzonte c’è sempre un progetto su scala regionale che coinvolga sia Open. co, sia Lavoranti Legno. Abbiamo formulato una proposta articolata in più pezzi. Tra questi c’è la creazione di una newco, un nuovo soggetto, quindi, oppure la nascita di una nuova cooperativa di servizi. In questa coop lavorerebbero addetti con mansioni ora invece affidate all’esterno. Addetti che andrebbero, quindi, a posare e montare nei cantieri dove lavoriamo. Noi siamo disponibili a proporre valutare varie soluzioni in campo pur di salvare i posti di lavoro. Per la Legacoop sappiamo che questo è uno dei progetti più difficili, più complicato dell’edile perché la serramentistica richiede una gestione molto complessa. Lo sappiamo, ma chiediamo ugualmente un aiuto perché il tempo stringe e non possiamo aspettare», conclude Cavazzoni. I momenti di sciopero all’Open. co non si chiudono qui: una seconda mobilitazione potrebbe avvenire proprio il giorno dell’incontro in Regione.
Il 31 luglio in Regione si terrà un tavolo di confronto convocato dall’assessore Palma Costi. Nell’attesa Cgil Fillea regionale chiede alla Lega delle cooperative di prendere una posizione chiara. «La Lega delle cooperative deve dire con chiarezza e urgenza se il progetto di aggregazione delle cooperative della serramentistica è vero o rimane solo sulla carta, un'idea che viene riproposta da mesi senza che nessuno veda nulla di concreto – sollecita Fillea Cgil - La cooperazione ci presenti il progetto industriale, apra seriamente la discussione, ma sia chiaro che Fillea Cgil non potrà in alcun modo condividere l'idea di chiudere definitivamente qualche stabilimento. La situazione di incertezza sta già producendo l'effetto di amplificare le difficoltà mettendo in discussione il fatturato ancora esistente nelle due cooperative. La Lega delle cooperative si assuma fino in fondo le sue responsabilità, sapendo che la crisi delle coop serramentiste in Emilia Romagna sta mettendo in discussione il lavoro di centinaia di addetti».
Serena Arbizzi
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