Orti urbani, 60 piazzole nella zona di San Cataldo
Cosa avranno in comune Modena, New York e Los Angeles? Per l’assessore Giuliana Urbelli almeno un elemento: gli orti urbani. Il Comune sta investendo 30mila euro in tre anni per creare circa sessanta...
Cosa avranno in comune Modena, New York e Los Angeles? Per l’assessore Giuliana Urbelli almeno un elemento: gli orti urbani. Il Comune sta investendo 30mila euro in tre anni per creare circa sessanta piazzole a San Cataldo.
L’area sarà tra il cimitero, via Belli e via Capuana. Nel dettaglio, sarà possibile coltivare ortaggi, fiori e piante non da fusto. I destinatari sono i maggiorenni (fino a 54 anni) residenti in città e potranno avere assegnato uno degli spazi, estesi circa 20 metri quadri l’uno. «Saranno pronti tra settembre e ottobre - ha garantito l’assessore alla coesione sociale - gli assegnatari li riceveranno per tre anni». Se la sperimentazione andrà bene c’è la possibilità di creare nuovi spazi. I conducenti non avranno canone, ma dovranno sobbarcarsi le spese “vive” come l’acqua. La cifra stanziata serve ad assicurare tale elemento assieme ad altri tecnici. Chi potrà usufruirne? Residenti o associazioni iscritte operanti da almeno tre anni a Modena. Entrambe le categorie non devono avere proprietà, possesso o disponibilità di altri apprezzamenti coltivabili o essere imprenditori agricoli. La graduatoria per l’assegnazione rispecchierà l’ordine di arrivo delle domande.
«Le richieste ci sono - ha ripreso Urbelli - ci sono circa trentacinque persone in lista: lo consideriamo un fatto positivo». Ci sarà anche aree più grandi (circa 700 metri quadri) destinati agli orti condivisi. I concessionari avranno anche obblighi: pulizia, manutenzione e gestione ordinarie rispettivamente di parti comuni e impianti, evitare di danneggiare e ostacolare le attività altrui. Una percentuale, ancora in fase di definizione, sarà destinata a percorsi e progetti d’inclusione in ambito sociale e sanitario. Il progetto nasce dall’esperienza degli orti per anziani, il cui nuovo regolamento è stato discusso ieri in Consiglio. Previsti apprezzamenti di metratura dimezzata rispetto a quanto successo sinora. Un provvedimento giustificato dal desiderio di ridurre la lista d’attesa per la concessione di un singolo orto. Ancora, superata la logica del singolo quartiere in favore di un’unica mappa comunale, in un’ottica complessiva di semplificazione e trasparenza. «La storia degli orti per anziani parte dal 1979», ha ricordato Mivia Franchini, referente comunale delle attività a loro dedicate. Sul territorio cittadino la cifra sfiora le 1.100 unità, distribuite in nove aree.
Tra le attività organizzate negli “Opa” anche quelle con le scuole. «Abbiamo fatto visitare gli orti a 590 bambini quest’anno», ha garantito Ivano Baldini, presidente provinciale dell’Associazione nazionale centri sociali, comitati anziani e orti (Ancescao).
Gabriele Farina
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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