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Ospedali, in tre anni la sanità cambierà

di Davide Berti
Ospedali, in tre anni la sanità cambierà

La Regione accelera l’unificazione. L’assessore Venturi: «Più forza e risposte efficaci ai cittadini per garantire qualità»

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Mentre con l’assessore Mezzetti i rapporti sono tesi sul fronte culturale, su quello sanitario il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il presidente della Regione Stefano Bonaccini sono ormai distesi.

Muzzarelli ieri ha parlato chiaramente di come avverrà l’unificazione dei due ospedali, Policlinico e Baggiovara, in un’unica gestione che ovviamente manterrà i due presidi senza però più logiche di supremazia dell’uno o dell’altro, eliminando finalmente i doppioni e garantendo ancora più qualità.

E la Regione ha dato l’assist definitivo, confermando quanto era stato proposto nella Conferenza Sanitaria Territoriale. L’assessore regionale Sergio Venturi è stato chiaro: «Siamo profondamente convinti – ha commentato l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Sergio Venturi – che la piena integrazione gestionale sia lo strumento che darà più forza ai grandi ospedali di Modena, e che consentirà di garantire risposte più efficaci ai cittadini, e un miglioramento a livello qualitativo, rispetto all’attuale divisione degli stabilimenti». Per questo la Regione ha risposto puntualmente alle richieste della Conferenza territoriale socio-sanitaria assicurando la propria partecipazione diretta al processo e agli organismi che condurranno all’obiettivo. «Questo è il modo giusto - ha detto Venturi - per continuare a garantire la piena sostenibilità di un sistema sanitario come quello dell’Emilia-Romagna, che vogliamo mantenere universalistico e di qualità».

Il nodo della questione è tutto nei tempi: tre anni.

A chiarire la posizione della giunta ci ha pensato l’assessore Giuliana Urbelli: «La Conferenza territoriale socio sanitaria ha proposto un percorso per realizzare il processo di unificazione tra Policlinico di Modena e Nuovo Ospedale civile Sant'Agostino Estense di Baggiovara attraverso una sperimentazione gestionale integrata di durata triennale, guidata da una cabina di regia che si caratterizzerà per un’ampia rappresentanza dei soggetti istituzionali interessati.

L’assessora Urbelli ha precisato che «il percorso di gestione integrata individuato è stato delineato in una nota inviata all’assessore alle Politiche per la salute della Regione, nella quale vengono esplicitati gli obiettivi di aumentare, da un lato, la qualità dei servizi attraverso una maggiore integrazione non solo tra strutture ospedaliere ma anche in funzione “ospedale - strutture intermedie - territorio”, e di produrre, dall’altro, razionalizzazioni nella gestione con ricadute che andrebbero a diretto vantaggio del potenziamento dell’offerta sanitaria modenese e dell’intera rete provinciale».

In consiglio comunale ieri hanno preso la parola anche i grillini con Marco Bortolotti, apparso perplesso: «Esperimento complesso, perché si tratta di unire realtà molto differenti con obiettivi e interessi molto differenti. Rispetto alle liste d’attesa, il consigliere ha evidenziato l’importanza di riorganizzare il territorio sfruttando al cento per cento le risorse esistenti e relativamente al reparto di cardiochirurgia ha invitato a riflettere sul perché il reparto non sia presente nell’Azienda ospedaliero universitaria Policlinico dove vengono formati i cardiochirurghi».

Anche la puntura politica del Movimento Cinquestelle non si è fatta attendere: «Con questa decisione si confermano fallimentari le scelte prese vent’anni fa da Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico».

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